ISRAELE. «Niente spiaggia, niente barbecue: tutti a votare». È l'appello lanciato da Benjamin Netanyahu ai suoi sostenitori nel giorno delle elezioni parlamentari israeliane, segnato da un'affluenza in forte crescita e dalle code ai seggi. Il premier ha invitato gli elettori del Likud a recarsi alle urne, sostenendo che la partecipazione della sinistra e degli elettori arabi fosse particolarmente elevata e denunciando presunti tentativi di sottrarre la vittoria al suo schieramento.
Già dal pomeriggio la Commissione centrale elettorale aveva segnalato un'elevata partecipazione. Alle 18 avevano votato 4.892.186 persone su 7.331.981 aventi diritto, con un aumento del 15,6% rispetto al dato di riferimento citato. Le code hanno spinto la Commissione a precisare che i seggi sarebbero rimasti aperti anche oltre le 22 per consentire di votare a chi si fosse messo in fila entro l'orario di chiusura.
Nel frattempo, Netanyahu ha intensificato gli appelli alla propria base elettorale, sostenendo che un'affermazione delle forze avversarie, anche con il sostegno dei partiti arabi, metterebbe a rischio il futuro dello Stato ebraico. Il premier ha inoltre denunciato presunte irregolarità, senza che sia stata accertata una manipolazione sistematica del voto.
La giornata è stata accompagnata anche da segnalazioni di tensioni in alcuni seggi, in particolare nelle comunità arabe: diffusi sui social video di numerosi scontri fisici e intimidazioni nei confronti degli elettori.
L'affluenza elevata rappresenta uno degli elementi centrali di una consultazione che mette in discussione la permanenza al potere di Netanyahu, al governo da anni e al centro di forti contestazioni dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023 e le successive guerre nella regione. Il voto dei cittadini arabi israeliani potrebbe avere un peso rilevante negli equilibri parlamentari, soprattutto in caso di risultato senza una maggioranza chiara.