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OLBIA. “La Sardegna è l’unica regione italiana che non è raggiungibile e da cui non si può partire, a mezzo di collegamenti marittimi, senza essere in possesso di un valido documento di identità". Lo afferma Marco Porcu, segretario regionale della Sardegna del sindacato di Polizia Coisp, in una missiva inviata ai Prefetti e ai Questori delle 4 province sarde, in merito alla possibilità per i migranti raggiunti da decreto di espulsione, qualora non fosse possibile procedere ad un immediato rimpatrio, di lasciare la Sardegna per raggiungere Civitavecchia e Livorno per potersi imbarcare verso i loro Paesi d'origine.
"La regola vale per tutti, anche per i cittadini italiani. È il Programma Nazionale di Sicurezza Marittima che lo prevede, imponendo alle compagnie di navigazione sanzioni amministrative per ogni passeggero imbarcato che non sia in possesso del documento. A prescindere dalla nazionalità. Per inciso risulta che la norma non operi per l’attraversamento dello stretto di Messina”. Da giorni si registrano tensioni al porto di Olbia per l'impossibilità dei migranti di imbarcarsi sui traghetti per la Toscana e il Lazio.
“In Sardegna ottemperare all’ordine, da parte degli stranieri sprovvisti di un documento di identità, è impossibile perchè non operano rappresentanze diplomatiche dei Paesi nord africani e non esistono collegamenti diretti con tali Paesi - afferma Porcu, e fino ad oggi il numero contenuto dei soggetti in tale condizione, ha fatto sì che il problema in argomento sia rimasto latente”. Il problema per il Coisp è che “ciò è accaduto probabilmente anche grazie al buon senso di qualche compagnia di navigazione, che assumendosi il rischio del caso, preso atto che il viaggiatore dimostrava un ordine a lasciare lo Stato, che non è documento di identità, ma preso atto della impossibilità di eseguirlo se non raggiungendo la penisola, permetteva loro l’imbarco ancorché sprovvisti del documento di identità prescritto”. Un problema che si sta verificando da diversi giorni a Olbia.
Al Coisp “risulta che alcune compagnie, relativamente ai porti ove maggiore risultava l’afflusso di algerini, chiedessero indicazioni in merito alla condotta da tenere con gli stranieri, relativamente alla possibilità e modalità di trasporto, preannunciando che in assenza di tali indicazioni avrebbero smesso di consentire loro l’imbarco”. Il Coisp evidenzia in sostanza una mancanza di normativa in merito “in quanto si ha l’impressione che il problema non sia stato ancora inquadrato e sembra che chi deve governare il problema, se non correttamente gestito continuerà a produrre situazioni che mettono in pericolo l’ordine e la sicurezza pubblica in tutta l’isola”. Secondo Marco Porcu “il problema potrà considerarsi adeguatamente affrontato solamente quando a Monastir, ad affiancare il Cas, verrà creato un Cpr dove trattenere gli stranieri in attesa del rimpatrio verso i paesi di origine. Ma nell’immediato è necessario che i Questori delle province della Sardegna – conclude il segretario del Coisp -, ricevano indicazioni chiare circa le modalità di emissione dell’ordine a lasciare lo Stato, in modo che venga sanato il vulnus legislativo”.