CAGLIARI. I continui ritrovamenti "a sorpresa" di nidi di tartaruga Caretta caretta lungo le spiagge della Sardegna, scovati solo al momento della schiusa dei piccoli, sarebbero un segnale d'allarme sulla mancata prevenzione sulle spiagge. A sollevare il caso sono le guardie ambientali della Sardegna, che mettono sotto accusa la mancanza di una strategia di monitoraggio preventivo da parte delle istituzioni regionali.
"Leggere sempre più spesso di nidi di Caretta caretta scoperti in Sardegna solo quando i piccoli stanno già uscendo dalla sabbia non è più una bella sorpresa, è la spia di un problema", denunciano le Guardie ambientali. "Significa che per i 60 giorni precedenti quel nido è stato totalmente incustodito, calpestato dai bagnanti, pulito dai mezzi meccanici, esposto al rischio di mareggiate o alla luce artificiale che disorienta i piccolini appena nati. Se ci accorgiamo delle deposizioni solo al momento della schiusa, qualcosa nella macchina del monitoraggio preventivo si è inceppato".
L'organizzazione chiarisce come l'attacco non sia rivolto al personale operativo ("non smetteremo mai di ringraziare gli esperti del Cnr di Oristano, la Rete Regionale e i volontari che dedicano il loro tempo alla tutela dei siti di deposizione"), ma indirizzato alla regia politica e amministrativa della Regione. "Perché non si investe seriamente in un piano di pattugliamento preventivo all'inizio dell'estate? Perché la tecnologia (come droni, sensori o coordinamento capillare) viene vista come un tabù invece di essere integrata con piani operativi chiari? È ammissibile affidare la salvaguardia di una specie protetta quasi esclusivamente al caso o alla buona volontà dei singoli cittadini?".
L'associazione sollecita un cambio di passo programmatico: "La Sardegna ha centinaia di chilometri di coste e la nidificazione non è più un evento eccezionale, è una realtà concreta e costante. Affidarsi alla fortuna non è una strategia di conservazione. Servono fondi dedicati, programmazione e una presenza reale sui litorali prima che le spiagge si riempiano, non solo i comunicati stampa trionfalistici quando i piccoli riescono miracolosamente a raggiungere il mare da soli. La natura fa la sua parte. È ora che le istituzioni facciano la propria".