IGLESIAS. Due sicari assoldati sotto il compenso di circa 15mila euro da due presunti mandanti per uccidere Marco Pusceddu, morto a Buddusò la notte del 7 agosto scorso. È la svolta nelle indagini sull'omicidio del soccorritore del 118, cinquantunenne, originario di Portoscuso che fu ucciso con 4 colpi di pistola durante una pausa di lavoro nella sede dell'Intervol, l'organizzazione di volontariato per la quale lavorava. Si era trasferito infatti nel Nord Sardegna dopo essere sfuggito ad un altro tentativo di omicidio avvenuto il 28 aprile del 2025.

Nel blitz scattato alle prime luci dell’alba di oggi i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Sassari, della compagnia di Ozieri (Ss) e della compagnia di Iglesias (SU), hanno arrestato 4 persone a Iglesias, Nuxis e Carbonia (SU), su ordine del Gip di Sassari, ritenuti responsabili, a vario titolo, di omicidio volontario premeditato in concorso e detenzione e porto illegale di armi. L'indagine, coordinata dalla Procura di Sassari, condotta anche con l’ausilio del Ris e del Reparto Anticrimine di Cagliari, ha consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza in merito all'ideazione, progettazione ed esecuzione dell’omicidio dell'uomo.

Gli accertamenti hanno permesso di delineare le responsabilità dei presunti mandanti, i quali, in seguito di dissidi di natura personale, sia di carattere sentimentale che professionale, avrebbero commissionato il delitto a due esecutori materiali dietro il corrispettivo di una somma di denaro di circa 15 mila euro. Durante le fasi dell’indagine, i carabinieri hanno eseguito intercettazioni telefoniche e analizzato le immagini di impianti di videosorveglianza riuscendo a individuare l’auto utilizzata la notte dell’omicidio dai presunti autori materiali per raggiungere il comune di Buddusò e per dileguarsi dopo il delitto. I successivi accertamenti hanno consentito di individuare sia i due presunti mandanti sia i due materiali esecutori del delitto.

Nel corso dell’indagine, i militari hanno recuperato e sequestrato l’arma del delitto, una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa, con caricatore inserito e parte del munizionamento, oltre a degli indumenti indossati dagli autori del reato la notte dell’omicidio. Le stesse indagini, condotte in sinergia con i Carabinieri della Compagnia di Iglesias, hanno consentito anche di fare luce su una precedente violenta aggressione che la vittima aveva subito la notte del 28 aprile 2025 in una piazzola di sosta a Carbonia e di recuperare la piccozza da muratore con la quale era stato colpito alla testa, restando gravemente ferito. I quattro arrestati sono stati portati nel carcere di Uta.