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CAGLIARI. I nuraghi come una risorsa per il futuro della Sardegna, non soltanto come testimonianza del passato: è l’obiettivo del progetto “Sardegna Terra di Nuraghi” che dal 4 settembre al 7 dicembre coinvolgerà 42 Comuni dell'Isola, con 55 appuntamenti e una rete di 456 associazioni locali. Un percorso che punta a far conoscere la civiltà nuragica direttamente nelle comunità e a costruire attorno a questo patrimonio nuove opportunità di sviluppo.
L'iniziativa è stata presentata nella sala conferenze della Fondazione di Sardegna. "Il lavoro che stiamo facendo è un lavoro che può permettere finalmente di conoscere e amare i monumenti della civiltà nuragica e di valorizzarli ai fini dello sviluppo. Noi abbiamo un grande asset di sviluppo economico e sociale che è rappresentato dalla nostra civiltà nuragica e non l'abbiamo mai sfruttato sino in fondo", spiega il presidente dell'Aps Sardegna Terra di Nuraghi Pierpaolo Vargiu.
Il progetto toccherà città e piccoli centri dell'Isola, da Cagliari a Sassari, da Alghero a Nuoro, passando per Villasimius, Pula, Dorgali e molti altri Comuni. Al centro ci saranno incontri con la popolazione, studiosi, archeologi ed esperti, con l'obiettivo di rendere la conoscenza della civiltà nuragica sempre più accessibile e partecipata. Il riconoscimento Unesco resta uno degli obiettivi principali del percorso. "L'obiettivo dichiarato è quello dell'ingresso all'interno della World Heritage List dell'Unesco. Ma direi che lo stesso obiettivo Unesco diventa poi un punto di partenza, cioè il punto di partenza di quel grande racconto che i sardi devono fare al mondo spiegando che in Sardegna 3500 anni fa c'è stata una straordinaria civiltà, per tanti versi ancora misteriosa, la più importante del Mediterraneo occidentale che il mondo merita di conoscere", ha detto Vargiu.
Accanto ai "Dialoghi nuragici" torna anche "Visti da vicino", il progetto che permette di visitare alcuni dei principali monumenti archeologici dell'Isola insieme a esperti e studiosi. Per l'autunno sono previste tappe ad Alghero, Isili, Orroli, Quartu Sant'Elena e Nuoro. "I Dialoghi in realtà sono degli incontri con la popolazione in cui noi speriamo di coinvolgere il maggior numero di sardi possibili che diventino a loro volta dei testimonial del nostro progetto e che ci aiutino a raccontare fuori dalla Sardegna la grandezza di ciò che noi possediamo", dice Vargiu.
Una valorizzazione che, secondo l'associazione, può avere effetti anche sul piano economico e occupazionale. "Se adeguatamente valorizzata, può diventare qualcosa che ci aiuta nel nostro sviluppo, quindi che porta nuove opportunità e nuova ricchezza, nuovi soldi nelle tasche delle famiglie sarde", conclude Vargiu.