Febbre del Nilo: salgono a diciannove i casi umani in provincia di Oristano

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ORISTANO. Sono saliti a diciannove i casi umani di contagio da virus della Febbre del Nilo nella Provincia di Oristano. Un ultracinquantenne, dopo aver manifestato i sintomi della West Nile, è arrivato in pronto soccorso al San Martino. Anche per lui è arrivata la conferma: si tratta di Febbre del Nilo. Il paziente è ricoverato nel presidio ospedaliero oristanese.

Immediatamente sono state avviate dal dipartimento di Prevenzione della Asl 5 di Oristano l’inchiesta epidemiologica e le attività di profilassi, che prevedono da parte delle autorità competenti la disinfestazione dell’area di residenza delle persone che hanno contratto il virus.

I contagi West Nile in Italia

In crescita, in Italia, i casi di infezione da West Nile virus nell’uomo. Dall’inizio dell’anno al 19 agosto sono stati segnalati nel nostro Paese 312 casi confermati (erano 226 nel report precedente, al 12 agosto), di cui 156 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva (1 caso importato dalle Maldive), 40 casi asintomatici identificati in donatori di sangue, 115 casi di febbre (1 caso importato da Burkina Faso). Tra i casi confermati sono stati notificati 13 decessi (1 decesso in un caso importato). Nello stesso periodo sono stati segnalati 9 casi di Usutu virus (5 Lombardia, 1 Emilia-Romagna, 1 Marche, 1 Lazio, 1 Piemonte). Lo indica il bollettino della sorveglianza coordinata dall’Istituto superiore di Sanità (Iss), oggi pubblicato in coincidenza con il World Mosquito Day.

"Lo scorso anno nello stesso periodo erano 351 i casi segnalati con 22 decessi. La letalità, calcolata sulle forme neuro-invasive finora segnalate e confermate, è pari al 7,7% (13,9% nel 2025). Salgono a 60 le Province con dimostrata circolazione del Wnv appartenenti a 16 Regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Nello stesso periodo dello scorso anno erano 52 in 15 regioni", si legge in una nota Iss..

"Nonostante il numero di casi sia inferiore a quello dello scorso anno, così come la letalità, il virus ormai circola stabilmente in quasi tutto il territorio nazionale, come dimostrano anche i casi riportati in donatori di sangue", sottolineano gli esperti di arbovirosi del Dipartimento di malattie infettive dell’Iss." Questo conferma la necessità di una sorveglianza e di un monitoraggio attenti e di una diagnosi precoce dei casi, anche per continuare a garantire la sicurezza di trasfusioni e trapianti", evidenziano.

 


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