CAGLIARI. Un pomeriggio dedicato alla pulizia del Poetto a Cagliari, ma soprattutto alla sensibilizzazione sul rispetto dell’ambiente. Nel pomeriggio di ieri un centinaio di persone hanno partecipato all’operazione volontaria organizzata a Marina Piccola e lungo la passeggiata del Poetto in occasione del World Cleanup Day 2026, insieme a Decathlon, Leroy Merlin e alla community Suncity Runclub.
I partecipanti hanno raccolto i rifiuti abbandonati sulla spiaggia, trasformando una corsa abitualmente dedicata all’attività fisica in un momento di cura del territorio. “Per una volta non stiamo solamente correndo. Il Poetto è la nostra ‘savana’, la chiamiamo così. Oggi abbiamo fatto una corsettina con pulizia, ci siamo organizzati insieme ai ragazzi di Leroy Merlin e Decathlon per il World Cleanup Day, che è la Giornata mondiale della pulizia. E quindi i runner rispondono chiaramente: se possono fare qualcosa, lo fanno”, racconta Stefani Meleddu del Suncity Runclub.
La quantità di rifiuti raccolti è stata subito evidente. “Abbiamo iniziato da pochissimo. Mezzo sacco l’ho fatto in cinque minuti, le condizioni sono penose. Credo che, visto che siamo un centinaio, tireremo fuori davvero tanta roba”, spiega Meleddu.
All’iniziativa ha partecipato anche l’assessora comunale all’Ecologia urbana Luisa Giua Marassi, che ha sottolineato il valore delle operazioni di pulizia anche oltre il risultato concreto della raccolta. “Sono tantissime le iniziative di pulizia volontaria che sono importanti non tanto per la pulizia in sé, quanto per la sensibilizzazione ambientale che facciamo tutti insieme”, spiega Marassi.
L’obiettivo, secondo l’assessora, è rafforzare la consapevolezza sul valore della spiaggia e dell’ecosistema marino. “La nostra spiaggia, il nostro mare e tutto l’ecosistema marino sono un tesoro che possediamo. Nell’ambiente non è più possibile rilasciare nulla, nemmeno il più piccolo rifiuto, la più piccola cicca, la più piccola cannuccia, perché tutto ciò non fa altro che danneggiare in maniera irreparabile la nostra terra e la nostra casa”, conclude Giua Marassi.