CAGLIARI. Caro energia e picchi nei listini dei carburanti soffocano imprese e famiglie sarde. Dall'inizio del conflitto in Iran il maggiore esborso stimato per il Paese ammonta a 16,5 miliardi di euro rispetto a febbraio: una stangata analizzata dal Centro Studi di Cna Sardegna sui dati Mimit al 30 settembre, che colloca l'Isola ai vertici nazionali per i rincari.
In Sardegna la benzina viaggia a una media di 2,122 euro al litro (contro i 2,028 nazionali), mentre il gasolio tocca i 2,339 euro al litro, superando la media italiana di 2,207. Un valore, quello del diesel sardo, che vale il terzo posto assoluto tra le regioni, a pari merito con la Calabria e dietro soltanto a Sicilia, Valle d'Aosta e Bolzano, e segna il massimo storico nominale dal 1996.
A pesare sul bilancio dell'Isola sono la dipendenza dai trasporti su gomma e lo svantaggio strutturale dell'insularità. Senza proroghe o misure incisive sul fronte di luce e gas, con il Pun salito a settembre a 208 euro/MWh (+82% da febbraio), la bolletta energetica nazionale rischia di toccare i 33 miliardi di euro entro fine 2026.