Caldo estremo e incendi, un'estate da incubo per gli agricoltori: in Sardegna pascoli e coltivazioni in cenere

CAGLIARI. L'ondata di caldo e la siccità che attanagliano il Paese stanno assestando un duro colpo all'agricoltura italiana, ma in Sardegna il bilancio è aggravato dal flagello degli incendi. È quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti, che dipinge un quadro di profonda sofferenza per il comparto agroalimentare dell'isola e dell'intero Centro-Sud. I danni in Italia superano i 3 miliardi. 

Nell'isola, al forte stress idrico che sta mettendo a rischio i raccolti di ortaggi e pomodori si somma l'emergenza roghi. Le fiamme hanno già incenerito migliaia di ettari tra pascoli e coltivazioni, provocando ingenti perdite di capi di bestiame, alveari, scorte di foraggio e strutture agricole. Una piaga che si inserisce nel drammatico dato nazionale condotto su dati Effis: dall'inizio dell'anno in Italia sono andati in fumo quasi 80mila ettari tra boschi e terreni.

Nel resto della penisola la situazione non è migliore: nel Lazio si registrano cali della resa fino al 20% per l'ortofrutta e crolli fino al 30% per i foraggi, mentre negli allevamenti la produzione di latte cala del 10% al giorno a causa delle alte temperature. In sofferenza anche i grandi bacini del Nord, con il Lago Maggiore arrivato al 3% di riempimento e il Po drasticamente sotto lo zero idrometrico. Di fronte a un'Italia che trattiene appena l'11% dell'acqua piovana, Coldiretti ribadisce l'urgenza di realizzare un piano nazionale degli invasi sostenibili senza cemento. Un progetto per accumulare risorse idriche durante tutto l'anno, fondamentale per prevenire sia le devastazioni della siccità sia il rischio di allagamenti, garantendo acqua per usi agricoli e civili.