CAGLIARI. Carenza di medici, vertenze giudiziarie per la mobilità del personale e ricerca di soluzioni tampone: la Asl 8 di Cagliari interviene con una nota per fare chiarezza sulla situazione del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale Santissima Trinità, un punto nascita che accoglie oltre 1.300 mamme all'anno. Per risolvere la situazione, rientrata in poche ore, è stato necessario l'intervento della presidente e assessora ad interim Alessandra Todde.
L'azienda sanitaria respinge le accuse di aver agito solo all'ultimo minuto con "interventi emergenziali" che rischiano di creare allarme tra le pazienti. La carenza di organico, spiega la Asl, si è acuita nel corso del 2026 a seguito dell'aspettativa concessa a tre dirigenti medici diretti all'Arnas Brotzu, accordata in via d'urgenza dopo un provvedimento dell'autorità giudiziaria. Lo scorrimento della graduatoria a tempo indeterminato non ha dato i frutti sperati, con il rifiuto di tutti i candidati interpellate.
Per mantenere il reparto e il punto nascita in piena sicurezza, l'Azienda ha attivato una serie di leve straordinarie: da agosto a novembre entreranno in servizio quattro specializzandi a tempo determinato (che per norma non possono però svolgere i turni notturni), affiancati dalle prestazioni aggiuntive garantite da convenzioni con Aou di Cagliari e Arnas Brotzu, oltre alla disponibilità di pediatri liberi professionisti dopo Ferragosto.
"La Asl, fin dal manifestarsi delle difficoltà, ha quindi utilizzato, di concerto con la direttrice del servizio, tutti gli strumenti disponibili previsti dalla normativa per rafforzare l’organico, garantire la continuità assistenziale e assicurare la piena operatività del reparto e del punto nascita", scrivono dalla Asl. "È pertanto importante chiarire che non si è trattato di una situazione affrontata soltanto nelle ultime ore, ma di una criticità seguita e gestita dall’Azienda nel corso di mesi, attraverso il progressivo ricorso a tutte le soluzioni concretamente disponibili".