Acquistare casa, c'è anche la Sardegna tra i 25 comuni più economici d'Italia
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MACOMER. C'è anche la Sardegna tra i 25 comuni più economici d'Italia per l'acquisto delle case. Lo attesta uno studio di "Idealista", che ha analizzato l’andamento dei prezzi delle case nel secondo trimestre del 2026. A Macomer il prezzo al metro quadrato è di 487 euro, il centro del Marghine è 12esimo nella classifica nazionale. A Cagliari, invece, il valore medio delle abitazioni si attesta a 1.928 euro al metro quadrato, secondo alcuni dati raccolti Fimaa Confcommercio Sud Sardegna che fotografano l'andamento del mercato immobiliare dello scorso anno e che raccolgono le prospettive degli operatori per i prossimi mesi.
Il comune più economico per comprare casa in Italia si trova invece in provincia di Biella, in Piemonte. Mosso, infatti, propone il prezzo al metro quadrato più conveniente, con una media di vendita di 331 euro/mq. Il podio di questo specifico ranking si completa con due comuni siciliani: Mussomeli (in provincia di Caltanissetta), con un prezzo di 363 euro/mq e Grammichele (in provincia di Catania), con una richiesta di 382 euro/mq da parte di chi vende. Si tratta degli unici tre comuni italiani con prezzi al di sotto dei 400 euro al metro quadro. Oltre alle prime tre piazze della classifica, tuttavia, è possibile trovare tante altre località che evidenziano un prezzo medio di vendita delle case decisamente al di sotto della media nazionale (1.903 euro al metro quadro).
Sopra i 400 euro si trovano Partanna in provincia di Trapani (415 euro/mq), Sermide e Felonica nel Mantovano (468 euro/mq), Borgorose in provincia di Rieti (472 euro/mq), Salice Salentino in provincia di Lecce (473 euro/mq), Cerda in provincia di Palermo (476 euro/mq) e Castell’Azzara in provincia di Grosseto (479 euro/mq). Completano i comuni al di sotto dei 500 euro San Donaci e Collepasso, entrambi in provincia di Lecce (486 euro/mq ciascuno), Macomer in provincia di Nuoro (487 euro/mq) e San Giovanni in Fiore in provincia di Cosenza (490 euro/mq).
I comuni che seguono in classifica sono Petralia Soprana in provincia di Palermo (502 euro/mq), Melissano in provincia di Lecce (503 euro/mq), Grassano in provincia di Matera (504 euro/mq), Paesana (510 euro/mq) e Viola (513 euro/mq) in provincia di Cuneo, Cianciana in provincia di Agrigento (515 euro/mq), Comiso in provincia di Ragusa (523 euro/mq), Sambuca di Sicilia in provincia di Agrigento (525 euro/mq), Capistrello in provincia di L’Aquila (526 euro/mq), Favara in provincia di Agrigento (527 euro/mq) e infine Sanfront (528 euro/mq) e Ceva (536 euro/mq), entrambi in provincia di Cuneo. In tutti i casi, la differenza tra i prezzi di questi comuni e quelli medi delle rispettive regioni è notevole. Il divario più ampio si registra a Castell’Azzara rispetto alla Toscana (−81%) e a Sermide e Felonica rispetto alla Lombardia (−81%), seguiti da Borgorose rispetto al Lazio (−79%). Il minor scarto si registra invece tra San Giovanni in Fiore e la Calabria (−47%) e tra Comiso, Sambuca di Sicilia e Favara rispetto alla Sicilia (−49% ciascuno).