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ISRAELE. Nuova escalation di tensione lungo il confine tra Libano e Israele, dove torna sotto pressione la missione internazionale Unifil.
Dopo la morte, avvenuta ieri, di un casco blu indonesiano colpito da un proiettile mentre si trovava in una postazione delle Nazioni Unite, nelle ultime ore si sono verificati un nuovi episodi violenti nella stessa area. Alcuni militari della missione sono rimasti feriti o sono deceduti in circostanze ancora poco chiare, nei pressi della località di Bani Hayyan, nel settore orientale del dispositivo. Si parla di due morti e due feriti, uno grave.
La situazione resta delicata soprattutto in quella zona, coordinata da forze spagnole. Cresce la paura, ma non ci sarebbero coinvolgimento, invece, per il contingente italiano e per i militari della Brigata Sassari, impegnati nel settore ovest con base a Shama. Il segretario generale dell’ONU António Guterres ha condannato gli attacchi, chiedendo il rispetto del diritto internazionale e la tutela del personale impegnato nella missione.
"Abbiamo avviato le investigazioni", fanno sapere dall'Unifil con una nota ufficiale. "Il costo umano di questa guerra è troppo alto. La violenza deve finire"













