In Sardegna

Nasce il Vermentino di Sardegna affinato per 6 mesi in una vasca di marmo

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CAGLIARI. Un nuovo capitolo nella ricerca sul vino bianco sardo prende forma dalla collaborazione tra l’enologo Andrea Pala e le Cantine Nuraghe Antigori. Il progetto prevede la nascita del Vermentino di Sardegna affinato in una vasca di marmo, una sperimentazione che punta a valorizzare l’identità del vitigno attraverso una tecnica di lavorazione antica e allo stesso tempo profondamente innovativa. 

Il vino resterà per circa sei mesi all’interno della vasca di marmo, dove completerà il proprio percorso evolutivo prima dell’imbottigliamento previsto per la Primavera del 2027. Un affinamento pensato per preservare la purezza aromatica del Vermentino e accompagnare il vino verso una nuova espressione, capace di coniugare territorio, tradizione e ricerca.

L’utilizzo del marmo in enologia rappresenta una pratica di nicchia che negli ultimi anni ha attirato l’attenzione di diversi produttori e ricercatori per le sue caratteristiche fisiche e chimiche. La scelta del marmo si inserisce in una filosofia produttiva che punta alla valorizzazione del terroir e alla ricerca di nuove forme espressive del Vermentino di Sardegna, senza sovrapporre al vino aromi esterni ma accompagnandone la naturale evoluzione.

La Cantina in Marmo: tradizione artigiana e ricerca enologica

La sperimentazione prende forma all’interno della Cantina in Marmo, un progetto che trasforma la pietra da semplice materiale costruttivo a protagonista dell’esperienza del vino. Pavimenti, rivestimenti delle pareti, dettagli architettonici e perfino le canalette di raccolta delle acque sono realizzati in marmo, dando vita a uno spazio di grande eleganza nel quale ogni elemento dialoga con il percorso di affinamento.

Il cuore della cantina è costituito da grandi anfore in marmo sardo della capacità di circa 1.000 litri. Le forme richiamano gli antichi recipienti mediterranei destinati alla conservazione del vino, con un corpo morbido e tondeggiante, un collo armonioso e un’ampia imboccatura. Ogni anfora è un’opera unica, frutto di pazienza e sapienza artigianale, e una di queste accoglierà il Vermentino durante i sei mesi di affinamento.

Al valore artistico si affiancano le caratteristiche funzionali del marmo. A differenza del legno, che può trasferire al vino note speziate, vanigliate o tostate, la pietra consente un’evoluzione più neutra, lasciando emergere il carattere dell’uva e le peculiarità del territorio. L’elevata massa e la naturale inerzia termica contribuiscono inoltre a mantenere temperature particolarmente stabili, riducendo le escursioni termiche e favorendo una maturazione lenta e uniforme.

La porosità naturale della pietra calcarea può consentire una micro-ossigenazione lenta e controllata, accompagnando l’evoluzione del vino senza sovrapporsi al suo profilo varietale. L’intero processo richiede un monitoraggio costante dei parametri chimici e delle condizioni di affinamento, per garantire equilibrio, freschezza e complessità aromatica.

Le sperimentazioni e le analisi finora condotte evidenziano come il passaggio nel marmo possa contribuire a esaltare il carattere del Vermentino, accentuandone mineralità, sapidità e tensione gustativa, con delicati richiami iodati e mediterranei. Il risultato atteso è un vino dalla personalità distintiva, capace di evocare la pietra, il vento, il mare e la macchia mediterranea e di esprimere con autenticità l’identità della Sardegna.

Andrea Pala, ricerca e innovazione al servizio dei vini bianchi sardi

Negli ultimi anni Andrea Pala si è distinto nel panorama enologico nazionale per un approccio capace di unire sperimentazione, ricerca e rispetto della tradizione. Il suo lavoro ha contribuito a proporre una nuova lettura dei vini bianchi della Sardegna, superando l’idea di un prodotto legato esclusivamente alla freschezza immediata per valorizzarne invece struttura, longevità e capacità evolutiva.

La sua ricerca si è concentrata sul rapporto tra vitigni autoctoni, territorio e tecniche di vinificazione innovative, con l’obiettivo di costruire un’identità contemporanea per i bianchi dell’isola, in sintonia con l’evoluzione dei gusti dei consumatori e con una crescente attenzione verso vini capaci di raccontare origine e autenticità.

Tra i progetti più rappresentativi del suo percorso c’è anche il recupero di un’antica tecnica di ispirazione greca che prevede un breve passaggio dei grappoli d’uva in acqua di mare all’interno di particolari contenitori simili alle nasse. Una sperimentazione che richiama il rapporto millenario tra la Sardegna e il Mediterraneo e che ha portato nuova attenzione sul possibile dialogo tra ambiente marino e vinificazione.

Con l’affinamento del Vermentino in vasca di marmo, Pala e Cantine Nuraghe Antigori proseguono dunque un percorso orientato alla ricerca di nuove armonie: un progetto che parte dalla storia vitivinicola della Sardegna per guardare al futuro, attraverso tecniche capaci di valorizzare il carattere più autentico dei suoi vini.