In Sardegna

"Violenza, umiliazioni ed estorsioni per 10 anni: la storia di mio zio": il racconto a Dolianova

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DOLIANOVA. “Arrivò persino a rubare nei supermercati per riuscire a mangiare: una merendina, un gelato. Piccoli gesti disperati di chi non aveva più nulla”. È uno dei passaggi, forse tra i più duri, del racconto di Maura Milia, che ha deciso di rompere il silenzio sulla storia dello zio, vittima per oltre dieci anni di un’estorsione che gli ha distrutto la vita. Milia ha avviato una campagna di raccolta fondi per aiutare lo zio, ora al sicuro dopo l’arresto del suo estorsore. Nelle scorse ore, la ragazza ha deciso di raccontare più nel dettaglio la storia che ha segnato il parente.

Una vicenda lunga e dolorosa: l’uomo, descritto come un lavoratore instancabile, “per oltre dieci anni ha indossato la divisa (guardia giurata) con dignità e un senso del dovere incrollabile. Mai un giorno di malattia, mai un ritardo”. Eppure dietro quella normalità si nascondeva “un calvario fatto di percosse, umiliazioni e una povertà indotta”.

Secondo il racconto, l’estorsore lo avrebbe privato progressivamente di tutto: soldi, serenità e libertà. Questo avrebbe portato l’uomo a chiedere un “prestito forzato di 10mila euro chiesto solo per placare la fame insaziabile del suo aguzzino”. Intanto la situazione precipitava: l’uomo perdeva l’auto, finiva a dormire sulle panchine e, nei momenti peggiori, “era costretto a rivolgersi alla Caritas o a cercare qualcosa tra i rifiuti”. Il silenzio, spiega la nipote, era dettato dalla paura. “Di fronte alla minaccia di violenze verso la sorella, quest'uomo ha scelto di assorbire ogni colpo”. Una scelta che lo ha portato a nascondere tutto anche sul lavoro, inventando scuse per giustificare la presenza dell’aggressore.

Si parla anche di aggressioni fisiche. “In un’occasione lo ha aggredito colpendolo con un forte pugno al fianco”, con conseguenze dolorose durate giorni. E poi i sacrifici estremi pur di non perdere il lavoro: “È arrivato a percorrere a piedi il tragitto da Dolianova a Giorgino”.

Oggi l’uomo vive in una struttura protetta. “È l’ombra di se stesso”, racconta Maura. Suo zio, racconta, è diventato invalido e necessita di assistenza continua. La famiglia ha deciso di reagire. Accanto al racconto, è partita una raccolta fondi per aiutarlo a ricostruire una vita dignitosa. “Questa storia non è solo il racconto di un crimine, ma un monito severo per tutti noi”, scrive la nipote. Un appello che diventa anche una richiesta di giustizia e di attenzione verso quelle “battaglie invisibili” che spesso restano nascoste.

Milia conclude: “Per chi volesse donare senza utilizzare la raccolta fondi online, può farlo tramite bonifico all’Iban IT79K0101543880000070331594. Anche solo 1 euro può fare la differenza. Sono presenti anche dei salvadanai nei vari supermercati a Serdiana, Dolianova e Cagliari”.