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CAGLIARI. La cliente avrebbe firmato il contratto, Enel avrebbe deciso di attivare l'utenza elettrica. Peccato che la cliente non sia più in vita da tre anni. Questo il "caso emblematico di grave mala gestione contrattuale" denunciato da Adiconsum Cagliari. La soluzione, lampante, è che l'identità della donna sia stata rubata, ma a turbare Adiconsum non è solo il furto di identità: Enel, informata dei fatti, avrebbe infatti deciso di procedere comunque con l'attivazione.
"Enel Energia, che ha attivato una fornitura elettrica a nome di una consumatrice deceduta oltre tre anni prima della presunta firma del contratto", scrivono da Adiconsum Cagliari. Il caso, giunto agli sportelli di Adiconsum Cagliari. "Ha dell’incredibile. Enel Energia ha infatti attivato un contratto in modalità “Full Digital” per un’utenza sita in Piemonte, intestandolo a una persona deceduta nel 2018, come regolarmente documentato", si legge nella nota. "Nonostante l’evidente impossibilità fisica e giuridica di prestare consenso, il fornitore ha proceduto all’attivazione del punto di prelievo e all’emissione delle relative fatture. A fronte del reclamo presentato da Adiconsum Cagliari, corredato da certificato di morte e inviato in nome e per conto dell’erede, Enel Energia ha comunicato il mancato accoglimento della richiesta. La società ha sostenuto che l’adesione sarebbe avvenuta regolarmente tramite link inviati a un indirizzo e-mail e a un numero di telefono, ignorando completamente la documentazione che attestava il decesso dell’intestataria anni prima".
«Siamo di fronte a un paradosso burocratico inaccettabile» afferma Simone Girau, Presidente di Adiconsum Cagliari. «Chiedere un modulo di disconoscimento per furto d'identità riferito a una persona deceduta nel 2018 per un contratto attivato nel 2021 è un insulto alla logica prima ancora che ai diritti dei consumatori. Non si tratta di un furto d'identità convenzionale, ma di una palese falla nei sistemi di verifica del fornitore, che permette l'attivazione di contratti a nome di chi non può più prestare alcuna volontà». Secondo Adiconsum Cagliari, episodi di questo tipo sollevano interrogativi seri sulla sicurezza delle procedure digitali di attivazione dei contratti, sulla tutela degli eredi e sul rispetto della dignità delle persone coinvolte. «Il rispetto del consumatore e la correttezza dei sistemi di vendita devono prevalere su una burocrazia cieca e autoreferenziale» conclude l’associazione. «In casi come questo, non è accettabile scaricare l’onere della prova su famiglie che stanno semplicemente chiedendo il rispetto di un’evidenza oggettiva».














