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Stangata Tari a Calasetta, il sindaco: "Rammaricato, ma ecco il perché dell'aumento"

Rifiuti-Calasetta

CALASETTA.  A Calasetta stanno arrivando le bollette della Tari: i cittadini, arrabbiati, si sono trovati davanti aumenti che arrivano anche al 20 per cento rispetto allo scorso anno. E il sindaco Antonio Vigo ha deciso di spiegare quali sono le cause che hanno portato a questa situazione, con una lettera aperta. Eccola. 

In questi giorni i cittadini del Comune di Calasetta stanno ricevendo le cartelle relative alla Tari, la tassa sui rifiuti. Sulla base di un confronto con gli importi medi riportati nelle bollette dello scorso anno, le quote hanno subito un aumento del 20 per cento circa, provocando comprensibili malumori e lamentele tra i calasettani.

Io per primo, in qualità di sindaco, sono rammaricato del fatto che i cittadini siano tenuti a un esborso considerevole, ma ritengo sia doveroso e opportuno fare dei chiarimenti.

La bolletta ricevuta in questi giorni fa naturalmente riferimento alle spese del servizio di raccolta differenziata relativo a tutto il 2017. Inutile ricorrere a giri di parole: il 2017, per il Comune di Calasetta, è stato un anno terribile sotto il profilo del servizio suddetto. Nell’agosto di quell’anno, infatti, la ditta responsabile del servizio è fallita, interrompendo le operazione di raccolta dei rifiuti e provocando, nell’arco di pochissimo tempo, una situazione di reale emergenza (sanitaria, ancor prima che economica e di immagine). Rimasto orfano del servizio, il Comune ha dovuto mettere in atto misure d’urgenza: bonifiche e rimozione di cumuli (sarebbe più appropriato parlare di montagne) di pattume da ogni angolo del territorio, con conseguente trasporto e trasferimento presso i centri di raccolta rifiuti. Risultato? Il Comune ha speso oltre 265 mila euro solo per lo smaltimento dell’indifferenziata. Cifra stellare, che non avremmo mai voluto sborsare e che, soprattutto, non avremmo mai voluto far incidere sulle bollette degli utenti. Questo lo ribadiamo con forza e i fatti lo attestano: siamo il Comune con l’aliquota Imu più bassa e non facciamo pagare la Tasi.

Proprio a queste cifre astronomiche si deve l’aumento in bolletta 2018 (ribadiamo, relativo alle spese del 2017). Stiamo mettendo in atto ogni misura in nostro potere per evitare che fatti simili (per quanto indipendenti dalla nostra volontà) possano riverificarsi.

In prima battuta, la ditta fallita è stata denunciata dal Comune di Calasetta; i suoi dipendenti sono stati retribuiti come era giusto che accadesse; abbiamo provveduto ad affidare la gestione – in via provvisoria – a una nuova ditta e, contestualmente siamo coinvolti nell’attivazione del nuovo bando di gara per la raccolta differenziata in consorzio con il vicino Comune di Sant’Antioco. Secondo le previsioni, questo nuovo bando garantirà un drastico calo delle quote Tari (almeno il 25 per cento in meno).

Intanto la gestione provvisoria del servizio, attualmente in corso, ha fornito i suoi risultati: secondo i dati aggiornati a questo mese, il territorio urbano di Calasetta ha raggiunto l’80 per cento di indice di raccolta differenziata. Lo scorso anno, duole dirlo, si attestava al 22 per cento. E più si differenzia, e meno si paga: una tonnellata di indifferenziata costa 160 euro più IVA, lo stesso quantitativo di differenziata costa meno della metà. Pertanto coglieremo i primi veri risultati dal prossimo anno.

Confidiamo nella comprensione, nella pazienza e nel senso del decoro di tutta la cittadinanza: lo scorso anno abbiamo assistito un disastro ambientale e morale, l’abbiamo superato e questo è fondamentale per una comunità. In futuro non potrà che andare meglio perché lo sforzo sarà ripagato.