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Riconversione vigneti in Sardegna, Fodaf lancia l'allarme: "Criticità nell'applicazione della norma"

vigneto

CAGLIARI. Cresce la preoccupazione fra i viticoltori per l’applicazione della norma transitoria legata al Piano nazionale sostegno settore vitivinicolo, misura della ristrutturazione e riconversione dei vigneti (PNS-RRV). A darne notizia è la Federazione regionale degli ordini dei dottori agronomi e forestali della Sardegna.

"La norma prevede che - si legge in un comunicato di Fodaf - a fronte della concessione di una anticipazione del contributo (anticipazione coperta da garanzia fideiussoria), debbano essere eseguite operazioni pari almeno al 30% degli importi concessi entro il 15 ottobre 2023. La dimostrazione di tale adempimento viene legata alla presentazione di fatture e bonifici per le spese sostenute. Tutto bene, se non fosse che nel Piano Nazionale di Sostegno (PNS 2019/2023) è prevista la possibilità di svolgere attività eseguite “in proprio” (“in economia”), sotto forma di prestazioni di lavoro, per cui tali operazioni risultano non rendicontabili ai sensi della norma transitoria ma costituiscono una importante quota delle spese ammesse a contributo".

Ad aggravare la situazione, secondo la federazione regionale, c’è il fatto che per dare attuazione alla misura RRV le prime operazioni in ordine di tempo che le imprese agricole sono chiamate ad effettuare ricadono proprio nell’ambito delle attività eseguite in proprio (lavorazioni del terreno, estirpazione, potatura per reinnesto, etc…) e che, come tali, non possono essere rendicontate con fattura quietanzata, come prevede la norma. Inoltre, in una interpretazione particolarmente restrittiva delle Istruzioni Operative Agea da parte dell’Autorità di Gestione dell’Assessorato Regionale (Prot.22008 del 06/10/2023, quindi a ridosso della scadenza del 15/10/2023) vengono escluse dal computo del 30% le spese generali (spese tecniche di progettazione e direzione lavori), seppure anch’esse sostenute (in parte o in toto) e facenti parte della spesa ammissibile generale, perché non considerate operazioni agronomiche, benché necessarie e propedeutiche alla partecipazione delle imprese al bando.

Si segnala infine che, nell’ultimo bando pubblicato, le spese generali sono state completamente escluse dalla ammissibilità al finanziamento, generando la preoccupazione degli agronomi e dei tecnici agricoli coinvolti. Per questi motivi, la Fodaf Sardegna ha già chiesto all’Autorità di gestione dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Sardegna, al Conaf e ad Agea di trovare una soluzione che consenta alle imprese beneficiarie di poter rendicontare le spese sostenute, tenendo conto di tutti i lavori realizzati e non solo di quelli relativi agli acquisti di barbatelle e palificazione.