Culture

Nanni Groove e la sfida social: "il beat ci tiene uniti nonostante le distanze"

CAGLIARI. Sopra un beat possono nascere improvvisazioni che uniscono anche a distanza, lo dimostra l’idea del batterista Giovanni Gaias, in arte Nanni Groove, che ha lanciato la sfida sui suoi profili social: “Invito tutti i colleghi musicisti a partecipare. Chi ha il piacere di suonare sul mio beat e girarci su un piccolo video mi contati in privato. Facciamo girare il groove!”.

Come racconta il musicista di Berchidda, un giorno soleggiato gli è venuto l’impulso di suonare la sua batteria con un set minimale all'aria aperta, nel suo giardino: “Il messaggio che volevo lanciare era proprio questo: siamo chiusi in casa, ma io voglio suonare libero, così è partita la mia iniziativa che vuole simboleggiare la libertà di espressione di ogni artista”.

L’iniziativa nasce sulla scia del progetto #musicachenonsiferma, ideato da Angela Colombino i primi giorni di marzo, in cui ogni artista doveva interpretare un brano di un altro musicista sardo. “Quando Angela mi ha chiesto di partecipare ho accettato subito”, spiega Gaias, “perché queste iniziative ci tengono uniti e danno la possibilità a tutti di potersi mettere in gioco, di farsi conoscere e dare voce alla propria anima”. Così partecipa con l’interpretazione di un brano in lingua sarda, “Entula” dei Kenze Neke, “l’ho riarrangiato e un po’ stravolto, anche armonicamente, in modo che si avvicinasse un po’ al sound del nuovo disco a cui sto lavorando”.

Quella di Gaias è un’iniziativa che si espande non solo in Sardegna, ma nella penisola. Sono decine i musicisti che hanno mandato la loro versione del groove, talmente tanti che Gaias ha dovuto selezionarli per pubblicare un video ogni giorno, creando un appuntamento fisso.

“Il primo partecipante, da cui deriva anche l’idea primordiale, perché è stato il primo a improvvisarci su qualcosa, è stato Andrea De Donato, il mio professore dell’Accademia Musicale Lizard di Firenze. Da lì è nato il fuoco, nel giro di tre o quattro giorni siamo arrivati a trenta persone, oggi siamo a quarantadue”.

Così dal rock, al funk al fusion, ogni musicista ha dato la sua versione del groove sopra il breakbeat: “È bello vedere come questo ci connetta. Perché molti di quelli che stanno partecipando li ho conosciuti su Instagram, ci sono alcuni sardi, ma alcuni vengono da Potenza, altri da Firenze. Ci sono musicisti che mi seguono o li seguo io. È nata una connessione bella perché pura”.

Un'unione data dalla voglia semplice di suonare e fare una jam session insieme: “Secondo me è quello che dovrebbe essere la musica. Il messaggio della musica deve essere libero e condiviso senza pregiudizi e senza schemi”.

Nel frattempo in questi stessi giorni Nanni lavora al suo disco di prossima uscita, “sarà tutto in italiano  e incentrato sull’elettronica. Ci saranno all'interno dei nomi molto importanti e sarà ispirato a Anderson Paak, un batterista che canta. Ma non posso anticipare ancora nulla”.