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CAGLIARI.  La dermatite bovina continua a pesare sugli allevatori sardi. Nonostante la campagna di vaccinazione stia procedendo e il quadro epidemiologico sia considerato sotto controllo, restano i blocchi alla movimentazione dei bovini legati ai focolai di Escalaplano e Samugheo. Una situazione che sta creando difficoltà economiche sempre più pesanti per le aziende, costrette a mantenere gli animali senza poterli vendere.

È questo uno dei temi affrontati oggi al Tavolo verde convocato dall'assessore regionale dell'Agricoltura Francesco Agus, con la partecipazione delle associazioni di categoria. "Purtroppo, ad oggi ancora pochi focolai tengono in ostaggio tre quarti della Sardegna. È impensabile, quindi Asl e Regione completino l'iter e si presentino a Bruxelles con le carte in regola affinché vengano revocate le zone di restrizione. Non può essere chiesto ogni volta agli allevatori di fare i sacrifici e di subire quelle che sono delle norme al quale la maggior parte degli allevatori si sono anche attenuti”, spiega Cualbu.

Il nodo resta anche quello dei tempi legati al ricorso presentato al Tar contro il depopolamento dei bovini di un'azienda di Escalaplano. Il focolaio è ancora classificato come attivo, mentre quello di Samugheo è stato chiuso, con gli animali della mandria contagiata già abbattuti, ma l'area resta sottoposta alle restrizioni previste dall'Unione europea. "Questo vincolo sino a febbraio incide pesantemente in un raggio enorme perché il comune coinvolto è un comune centrale rispetto al territorio sardo e su allevatori che sono perfettamente in regola con tutti gli adempimenti, che hanno fatto sacrifici e che oggi non possono aspettare mesi”, ha detto Agus.

"Abbiamo chiesto come Coldiretti di anticipare assolutamente i tempi. Era addirittura prevista per febbraio 2027 e dovrebbe essere anticipata la prima settimana di settembre e già questo accorcerebbe i tempi. Ma le Asl accelerino in quelle che sono le visite sanitarie nelle aree di sorveglianza, le vaccinazioni, tutti quelli che sono i loro adempimenti”, fa sapere Cualbu.

Sul tavolo anche il bando per il primo insediamento dei giovani agricoltori, che aprirà il 15 settembre. La Regione ha previsto un primo stanziamento da 30 milioni di euro, con l'obiettivo di aumentarlo in base al numero delle domande.  La misura, secondo Agus, consentirà anche il ricambio generazionale all'interno delle aziende familiari. "Sarebbe stato assurdo non permettere un ricambio generazionale nelle aziende familiari in una regione come la nostra che tradizionalmente vede un'agricoltura e una zootecnia fatta di piccole aziende familiari”, ha detto Agus.

Una possibilità che invece non convince Coldiretti. "Abbiamo fatto delle osservazioni da tempo e speriamo che il buon senso prevalga e ci sia quello che dovrebbe essere un aiuto ai giovani, un ricambio generazionale per cui i giovani subentrino alle persone, ai familiari che sono già avanti nell'età e da un nostro sondaggio abbiamo visto che l'età media degli imprenditori è veramente elevata e abbiamo forti problemi a reperire manodopera e lo stesso ricambio generazionale sta andando a rilento”, spiega Cualbu.