CAGLIARI. Era stato annunciato e ora è arrivato: Cisl Fp, Fp Cgil e Fials hanno proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale dell'Arnas G. Brotzu, denunciando "il grave deterioramento del rapporto tra la Direzione Generale e le rappresentanze delle lavoratrici e dei lavoratori".

I segretari territoriali Alessandro Floris (Cisl Fp), Carlo Marras (Fp Cgil) e Giampaolo Cugliara (Fials) si sono rivolti al direttore generale Maurizio Marcias, alla presidente della Regione e ai vertici della Sanità dopo aver "responsabilmente concesso il tempo necessario" all'avvio del mandato. Tuttavia, il "cambio di passo non si è mai concretizzato" e il tavolo di contrattazione integrativa "è di fatto paralizzato dal mese di maggio 2025". La mancata definizione dell'accordo sui differenziali economici di Professionalità ha comportato "la perdita dell'annualità 2025 per il personale avente diritto, traducendosi in un danno economico diretto".

Per le sigle si registra anche un "fallimentare" bilancio di gestione, aggravato dai "reiterati tentativi di comprimere prerogative e diritti già sanciti dalle norme". Nel mirino dei sindacati c'è anche la narrazione della dirigenza: "A fronte di questa inerzia, abbiamo assistito a una costante narrazione mediatica orientata a rivendicare successi, rilancio dei servizi e nuove assunzioni". Ma "il racconto non può sostituire la realtà dei fatti": opere come "la nuova Piastra del San Michele e le quattro sale operatorie del Businco" risultavano infatti "programmate ben prima dell'insediamento dell'attuale Direzione".

Nel frattempo "il malessere organizzativo e la demotivazione tra medici, infermieri, professionisti sanitari, Oss, tecnici e amministrativi hanno raggiunto livelli insostenibili", provocando "una costante fuga di personale verso altre realtà sanitarie tramite mobilità o dimissioni". Un'emorragia che colpisce i tre presidi del San Michele, Businco e Cao, i quali non possono continuare a reggere "esclusivamente sul senso del dovere e sul sacrificio delle persone". Chiedendo a Marcias di "assumersi appieno la responsabilità del bilancio della sua gestione", Cisl Fp, Fp Cgil e Fials si riservano ora di comunicare "le forme di mobilitazione e le iniziative di lotta" per ottenere un cambio di rotta.