ARZANA. "Ci sono leccete che abbiamo conosciuto e che sicuramente non conosceranno mai i nostri figli. Ci sono piante che avevano 300 anni e sono diventate cenere". Il sindaco di Arzana Angelo Stochino racconta la devastazione del suo territorio con la voce di chi sa di aver perso un immenso patrimonio boschivo nel terribile incendio di venerdì scorso, su cui indaga la Procura di Lanusei. Circa 300 ettari di territorio - ma le stime non sono ancora definitive - bruciati dalle fiamme. Accanto al primo cittadino c'è il suo vice, Marco Pinna, assessore all'ambiente e alla Protezione civile, impegnato in prima linea la notte dell'incendio, che conferma: "Il danno è inestimabile perché foreste e boschi di queste dimensioni non so quanto tempo ci vorrà per per rivederle così".
Il sindaco intanto ha predisposto i documenti per la dichiarazione dello stato di calamità naturale. I danni alle infrastrutture e alle aziende del territorio sono ancora da quantificare nel dettaglio, ma da una prima ricognizione le cifre sono altissime: si potrebbe arrivare quasi a 2 milioni per la falegnameria, che ha subito le conseguenze più pesanti. Poi ancora: danni ai pozzi, causati dall'abbruciamento delle linee elettriche, e l'azienda agricola di Stocchino fortemente danneggiata con 10mila litri di carburante che sono andati persi, più le scorte foraggiere e altri locali tecnici.
Stochino però rimarca un punto per lui fondamentale, che ieri, nell'incontro con l'assessora regionale all'Ambiente Rosanna Laconi che si è recata sul posto per un sopralluogo, ha fatto notare: "È impensabile che la Regione Sardegna, che ha l'obbligo di tutelare il patrimonio boschivo attraverso Forestas e la Forestale, non possa intervenire nelle ore notturne, cioè dalle 21.30 alle 6 del mattino oppure dalle 2 massimo alle 6 del mattino non sono autorizzati all'intervento se non per il monitoraggio del patrimonio boschivo. Non è possibile", dice il sindaco, "crediamo che la Regione debba modificare questa norma. I sindaci e gli amministratori tutti non devono essere lasciati soli, così pure come i volontari di Protezione Civile che davvero rischiano la vita 24 ore su 24".