CAGLIARI. La Sardegna conquista il triste primato del costo del denaro per i piccoli imprenditori. Nell'isola le piccole e medie imprese pagano tassi di interesse annuali fino al 10,6%, la percentuale più alta d'Italia a fronte di una media nazionale del 4,97% e contro il 6,5% registrato a Bolzano.

È il quadro critico emerso dalla rilevazione di Confartigianato sul credito, che analizza l'impatto della stretta monetaria tra il 2019 e il marzo 2026. L'analisi evidenzia una situazione di forte penalizzazione per il Mezzogiorno, dove la Sardegna guida la classifica dei tassi più elevati precedendo Calabria (10,5%), Basilicata, Sicilia e Molise (tutte al 9,8%).

Il dato si inserisce in un contesto nazionale segnato dal crollo dei finanziamenti: dal 2019 a marzo 2026 i prestiti alle piccole imprese italiane sono diminuiti di 34 miliardi (-25,9%), con una contrazione che per il comparto artigiano sfiora il 40%. La tendenza negativa è proseguita anche nei primi mesi del 2026, con un ulteriore calo complessivo del 4,3% su scala nazionale.

"La stretta monetaria continua a produrre effetti particolarmente gravosi sulle micro e piccole imprese", ha sottolineato il presidente di Confartigianato, Marco Granelli. "È una situazione che penalizza il cuore del nostro sistema produttivo e ne riduce la capacità di investire. Per questo è fondamentale il rafforzamento degli strumenti di garanzia, dei Confidi e il ruolo della nuova Artigiancassa per offrire risposte immediate alle imprese".