CAGLIARI. "La politica sta facendo quello che si dovrebbe per tutelare persone malate che scontano una pena?". È la domanda che si pone Irene Testa, garante dei detenuti in Sardegna, a poche ore dalla tragedia della morte di un trentaseienne sardo che si trovava da alcuni mesi rinchiuso nel carcere di Bancali, a Sassari. L'uomo sarebbe morto carbonizzato, dopo aver appiccato le fiamme nella sua cella. 

Secondo la ricostruzione della Uil Fp Polizia penitenziaria di Sassari, il detenuto avrebbe creato una sorta di "camera a gas" nella cella, dando fuoco ad arredi e al letto. Un incendio sul quale ora indaga la Procura di Sassari, che ha aperto un’inchiesta. 

Ma la Garante Testa precisa: "Parliamo di un giovane che aveva un disagio psichiatrico che lo ha portato a finire in carcere. Il carcere, lo diciamo spesso, non è nelle condizioni di poter curare i malati psichiatri né i tossicodipendenti. Il carcere li custodisce. Il risultato è questo: persone che arrivano a mettersi fuoco e a morire in questo modo. Questo deve far riflettere chi legifera. Dovrebbero ricevere le cure ma non abbiamo il personale a disposizione, c'è una carenza di psichiatri e di psicologi". Nel video il servizio.