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CAGLIARI. “La guerra in Ucraina non solo non deve essere dimenticata, non doveva iniziare”.
A quattro anni dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina associazioni, istituzioni e cittadini si sono ritrovati questo pomeriggio in piazza Garibaldi a Cagliari per una manifestazione nel segno della pace e della solidarietà.
Striscioni e bandiere giallblù hanno colorato la piazza durante l’iniziativa organizzata anche dalla comunità ucraina, che nel territorio contano circa 6mila persone, di cui 2mila a Cagliari, per ricordare le vittime e il dolore provocato dal conflitto. “il senso di questa manifestazione è quello di non far dimericare alla gente che questa guerra è ancora in atto, raccontare la sofferenza del popolo ucraino e ripassare la storia”, spiega Vlodymyr Stepanyku dell’associazione Organizzazione Cittadini Immigrati.
“Ogni giorni guardiamo le notizie sul cellulare per controllare se non sono state bombardate le nostre case e quelle delle nostre famiglie – fa sapere una ragazza della comunità ucraina a Cagliari – per noi questa manifestazione è un segno che c’è speranza e possiamo ancora credere di essere ascoltati”.
Per il giornalista e reporter di guerra Claudio Locatelli, impegnato da anni nel racconto dei conflitti e delle crisi internazionali, il popolo ucraino, nonostante anni di resistenza, soffre in particolar modo a causa del numero inferiore di persone rispetto alla Russia. Per questo motivo ogni tipo di aiuto è fondamentale. “Le prime due settimane io ero a Kiev, quando era sotto attaco. Non c’erano aiuti e nessun tipo di supporto. C’era l’inizio di un qualcosa che ancora non si capiva ancora e i soldati ucraini non erano ancora minimamente certi di riuscire a resistere le prime due settimane. Quattro anni dopo solo il 12% dell’Ucraina è stato conquistato, è stato aggredito e occupato dai russi”, fa sapere Locatelli.







