Seguici anche sul nostro canale Whatsapp
CAGLIARI. Questo pomeriggio in Consiglio regionale si discutono le mozioni relative al trasferimento nel carcere di Uta di novantadue detenuti sottoposti al regime del 41 bis.
La discussione sarebbe dovuta cominciare stamattina ma si è aperta e subito interrotta per i malumori sulle nomine dei direttori generali delle Asl di Cagliari e della Gallura. Il capogruppo di FdI, Paolo Truzzu, intervenendo sull’ordine dei lavori, ha richiesto una convocazione della conferenza dei capigruppo, alla luce anche delle dichiarazione rese dal segretario regionale del Pd, in ordine a presunti profili di incertezza giuridica che caratterizzerebbe i provvedimenti e che sarebbero la ragione della mancata partecipazione degli assessori del Pd alla seduta dell’esecutivo regionale. Il capogruppo di Forza Italia, Angelo Cocciu, ha invece chiesto uno slittamento alle 12 della discussione delle mozioni inerenti il 41 bis. Il consigliere Franco Mula (FdI) ha lamentato interruzioni, da parte di alcuni consiglieri della maggioranza, nel corso dell’intervento del capogruppo Truzzu.
Il presidente Comandini ha ricordato che l’ordine del giorno dell’Aula è quello stabilito dalla capogruppo dello scorso 17 febbraio e ha quindi accordato una sospensione dei lavori per dare luogo ad una conferenza dei capigruppo, come richiesto dal consigliere Truzzu.
Alla ripresa, il presidente ha annunciato la prosecuzione dei lavori secondo l’ordine del giorno prestabilito, quindi l’illustrazione delle tre mozioni sul 41bis e l’intervento della presidente della Regione, Alessandra Todde, con una prosecuzione dei lavori nella seduta pomeridiana.
Todde ha chiarito che la Sardegna non mette in discussione la legittimità della misura 41 bis, ma - dice - "la nostra Isola è e resterà dalla parte dello Stato nella difesa della legalità e della sicurezza. Il punto non è indebolire la lotta alle mafie, ma garantire equilibrio, proporzionalità e rispetto dell’Autonomia speciale”.
Todde ha ricordato che il piano nazionale prevede sette istituti penitenziari interamente dedicati al 41 bis, tre dei quali in Sardegna tra Uta, Bancali e Badu ’e Carros. Attualmente in Italia i detenuti sottoposti al regime speciale sono circa 720, mentre nelle carceri sarde sono già presenti oltre 90 persone. Secondo le stime illustrate in Conferenza Stato Regioni l’isola potrebbe arrivare a circa 192 posti dedicati, con una crescita fino a 240 detenuti, pari a una quota vicina a un terzo del circuito nazionale.
“Questi numeri non sono neutri e inseriti nel contesto sardo assumono un peso rilevante sul piano sociale, economico e sanitario”, ha spiegato la Presidente, evidenziando come la Sardegna sostenga direttamente i costi del proprio sistema sanitario e possa essere chiamata a garantire nuovi reparti ospedalieri destinati ai detenuti. Gli istituti penitenziari regionali ospitano già oltre 2.600 persone a fronte di una capienza poco superiore ai 2.500 posti.
Nel suo intervento la Presidente ha ribadito le iniziative già avviate dalla Regione, tra cui l’incontro con il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, la richiesta di confronto con la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il sostegno alle proposte parlamentari per modificare la norma che prevede la collocazione dei detenuti preferibilmente in aree insulari. “La Sardegna non può essere considerata una soluzione logistica per problemi che riguardano l’intero Paese. Le istituzioni regionali devono essere coinvolte quando le scelte incidono su sicurezza, servizi, diritto alla salute e coesione sociale”.









