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ORANI. "Io e Tonino non eravamo soliti scrivere sui social o far vedere quanto ci amavamo pubblicamente, il nostro amore lo dimostravamo ogni giorno a fatti concreti. Scrivo queste righe perchè ho letto veramente cose assurde e lui non merita tutto questo". Lo scrive in un lungo post pubblicato sui social. Manuela Porcheddu, fidanzata di Tonino Pireddu, il giovane ucciso a Orani in un agguato.
"Chi lo conosceva sa esattamente com'era Tonino, era un uomo e non solo con la U maiscula, pronto ad aiutare tutti compresi animali indifesi, era l'uomo che io ho scelto come compagno di vita perchè a differenza di tutto quello che si sente oggi", ha scritto ancora.
"Tonino era quello che piangeva guardando un film e io vicino che ridevo per sdrammatizzare. Leggere chissà cosa ha fatto lui per 'giustificare' un gesto del genere è una cosa ignobile e crudele come chi quel gesto lo ha fatto davvero, quindi vorrei dire a queste persone, che Tonino se discuteva con qualcuno era sempre pronto ad un confronto sano e civile perchè lui non voleva attriti con nessuno e forse proprio questo ha dato fastidio. Tonino era superiore e il modo di farlo stare zitto è stato proprio quello di colpirlo alle spalle senza nemmeno farsi vedere in faccia. Io purtroppo non ho più il mio Tonino e senza di lui forse nemmeno io sarò più quella Manuela che tutti conoscono, lui era la mia metà, il mio tutto, il mio cuore e come diceva lui ‘uno come me non lo troverai più’. È vero, come lui ce ne sono pochi e sono destinati a persone fortunate e io lo ero e lo sarò sempre perchè lui aveva scelto me ogni giorni. Tonino Pireddu sei e sarai per sempre l'amore puro e sincero di cui questo mondo ha bisogno", ha concluso.
Intanto le indagini dei carabinieri proseguono. Il killer non è stato ancora preso e sarà l'autopsia a chiarire la dinamica dell'omicidio e anche quanti colpi siano stati esplosi contro Tonino Pireddu.
L'esame autoptico è previsto per oggi sul corpo del trentottenne ucciso la notte scorsa a Orani, mentre si trovava sul portone della sua casa.









