CAGLIARI. Il Sud Sardegna tiene: più turisti stranieri e fatturati stabili, ma i costi restano il nemico numero uno. Lo dice un'indagine realizzata dalla Fipe Confcommercio Sud Sardegna su una platea di circa 250 imprese della ristorazione e del turismo del territorio. La stagione, almeno per il momento, mostra segnali di tenuta e c'è un moderato ottimismo da parte degli operatori del settore, pur in presenza di criticità che continuano a gravare sulle imprese.
L’indagine evidenzia un comparto sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno. Il 22% degli operatori che hanno partecipato al sondaggio ritiene infatti che l’andamento generale della stagione sia in linea con il 2025, mentre solo una minima parte registra un peggioramento e alcuni segnalano invece risultati migliori.
Sul fronte del fatturato, la situazione appare complessivamente positiva: la maggioranza degli imprenditori dichiara ricavi stabili rispetto allo scorso anno e una parte delle attività segnala addirittura un incremento. Analoga la situazione relativa al numero dei clienti, che per la maggior parte degli operatori è rimasto invariato.
Tra gli elementi più significativi emerge l’aumento della presenza dei turisti stranieri: quasi la metà degli operatori che hanno risposto al questionario rileva infatti una crescita degli ospiti provenienti dall’estero, mentre la clientela italiana appare più contenuta, anche se i mesi tradizionalmente più forti per il turismo nazionale restano luglio e agosto.
Se i numeri della stagione trasmettono un cauto ottimismo, restano però aperte alcune problematiche strutturali. L’aumento dei costi di gestione rappresenta la principale criticità segnalata dagli imprenditori: praticamente tutti gli operatori evidenziano rincari rispetto allo scorso anno, con la quasi totalità che parla di costi in ulteriore crescita.
Subito dopo figurano la difficoltà nel reperire personale qualificato e le problematiche legate ai collegamenti e ai trasporti.
Alla domanda sugli interventi più urgenti per sostenere le imprese del comparto, gli operatori indicano in primo luogo la riduzione dei costi aziendali. Seguono il miglioramento dei trasporti e delle connessioni, l’introduzione di misure per favorire l’assunzione del personale, una maggiore promozione turistica del territorio e un incremento degli eventi e delle iniziative capaci di attrarre visitatori.
“I dati raccolti ci restituiscono l’immagine di un comparto che sta dimostrando grande capacità di resistenza e adattamento – commenta il presidente di Fipe Confcommercio Sud Sardegna, Emanuele Frongia – C’è una sostanziale tenuta dei fatturati e delle presenze e registriamo segnali incoraggianti soprattutto sul fronte dei turisti stranieri. Tuttavia, non possiamo ignorare le difficoltà che le imprese continuano a sostenere quotidianamente. L’aumento dei costi, la carenza di personale e le criticità dei trasporti richiedono interventi concreti e tempestivi. Le aziende stanno facendo la loro parte, ma serve una strategia condivisa che consenta al settore di crescere e di esprimere pienamente il proprio potenziale”.
Per Fipe Confcommercio Sud Sardegna la stagione 2026 conferma dunque la solidità di un comparto fondamentale per l’economia del territorio, ma evidenzia anche la necessità di affrontare con decisione le questioni che da anni limitano la competitività delle imprese.











