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PULA. Un’area finora inaccessibile del Parco archeologico di Nora entra per la prima volta nei percorsi di visita dopo circa 90 anni, dal 1936, quando era parte di una zona militare. Si tratta della necropoli fenicia e punica situata nell’ex area militare di Nora, uno dei contesti funerari più importanti del Mediterraneo occidentale.
L’apertura è stata resa possibile grazie alla collaborazione tra Comune di Pula, Fondazione Pula Cultura Diffusa e Soprintendenza per i Beni Archeologici. Il nuovo settore consente di accedere a una porzione significativa dell’antica città e di approfondirne la storia e l’estensione.
Le ricerche nell’area sono condotte dall’Università di Padova dal 2013 e hanno portato alla scoperta di una vasta necropoli in uso per circa sette secoli, dall’età fenicia fino a quella punica. Le sepolture più antiche risalgono alla fine del IX secolo a.C. e comprendono tombe a incinerazione con deposizione delle ceneri in piccoli pozzetti scavati nella roccia. Tra il V e il III secolo a.C. si diffonde invece il rito dell’inumazione e vengono realizzate camere funerarie ipogee.
Secondo gli studiosi, la necropoli rappresenta un caso unico in Sardegna per stato di conservazione e metodo di indagine scientifica. I corredi funerari rinvenuti, con ceramiche, metalli e vetri, sono oggi conservati ed esposti al Museo Civico “Giovanni Patroni” di Pula.
Le evidenze archeologiche documentano anche contatti tra le comunità fenicie e le popolazioni nuragiche, oltre a una rete di rapporti nel Mediterraneo con Italia, Spagna, Nord Africa, Grecia e Levante. L’area fu utilizzata anche in età romana, quando lo spazio funerario venne progressivamente occupato da insediamenti residenziali e produttivi.
Le attività di scavo dell’Università di Padova riprenderanno il 31 agosto e proseguiranno fino al 9 ottobre.













