CAGLIARI. Ieri sera la protesta, oggi i lavori. Non ha fermato l'arrivo mattutino di camion e operai il sit-in di ieri sera in via Pergolesi a Cagliari contro la pista ciclabile nel cuore del quartiere di San Benedetto. Cittadini e consiglieri comunali di opposizione si sono riuniti per dire no all'inserimento di una corsia dedicata alle bici, con duri attacchi alla Giunta Zedda. Nei giorni scorsi l'assessore alla Viabilità Yuri Marcialis aveva precisato: "L'intervento non comporta l'eliminazione dei posti auto esistenti. La nuova configurazione utilizza parte della larghezza della carreggiata per realizzare il percorso ciclabile, mantenendo gli stalli di sosta oggi presenti".
E il consigliere del Gruppo Misto Roberto Mura: "La Giunta Zedda prosegue nel progetto di distruzione della città con le piste ciclabili, nonostante le proteste di cittadini e attività produttive. Si riempiono la bocca con la parola 'partecipazione' e poi stravolgono la vita delle persone senza nemmeno ascoltarle".
Anche la consigliera di Fratelli d'Italia Stefania Loi attacca l'amministrazione comunale: "Nessuna apertura, nessun dialogo. Anzi. Mentre è in corso una raccolta firme e mentre decine di residenti e attività commerciali chiedono di essere ascoltati, questa mattina sono comparsi i lavori", dice Loi, "E qui arriva il dettaglio che rende la vicenda quasi surreale. Sul posto troviamo un cartello con un divieto di sosta valido dal 28 aprile al 30 giugno. Poi, sopra, compare un foglio di carta attaccato con il nastro adesivo, scritto a mano: “Dal 10/06/2026 inizieranno i lavori stradali”. Nessun timbro. Nessuna firma. Nessun protocollo. Nessun riferimento ufficiale. Una comunicazione degna di un trasloco condominiale, non certo di un’Amministrazione comunale che dovrebbe operare con trasparenza e rispetto delle regole. A questo punto una domanda è inevitabile: chi ha deciso di iniziare i lavori? E soprattutto: perché tanta fretta proprio mentre i cittadini stanno chiedendo di essere ascoltati? Perché il messaggio che passa è devastante: potete protestare, raccogliere firme, partecipare ai flash mob, chiedere incontri… ma tanto le decisioni sono già state prese altrove".










