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CAGLIARI. Sulle loro pagine social, in pubblico ma anche in privato, da alcune settimane continuano ad arrivare messaggi di insulti e parole pesanti. Il tenore è sempre lo stesso: "Spero che chiudiate per sempre", "Vi dovreste vergognare per il nome che avete scelto". A subire l'ondata social di commenti negativi è una nota azienda sarda, di Ussana, che alleva polli con mangimi 100% vegetali e senza antibiotici. I loro prodotti arrivano anche nei grandi supermercati e in ristoranti della provincia di Cagliari. 

Tutto è partito da un video pubblicato dalla giornalista e attivista Giulia Innocenzi che sui social, a inizio luglio, denunciava l'utilizzo di "due pesi e due misure" sui prodotti vegetali e quelli di carne, raccontando dell'azienda sarda in questione e di presunte "polemiche per l'etichetta" contenuta sulle confezioni di pollo. Il marchio infatti si chiama "Il Vegetariano Pollo Sardo", e Innocenzi si chiedeva come mai se da anni esiste "una crociata che attacca le etichette dei prodotti vegetali", non succeda altrettanto per la trasparenza dei prodotti di carne. Centinaia i commenti al video. Da lì però, per Ferrucciu Mudu, proprietario dell'azienda di Ussana, è iniziato l'incubo.

Un incubo fatto di centinaia di commenti, messaggi e persino chiamate da lui definite "violente", contro il suo lavoro. 

"Ho iniziato a vedere commenti negativi, insulti sulla nostra pagina e non capivo perché", spiega Mudu, "Non ero a conoscenza del video. Quando un cliente me l'ha girato ho realizzato tutto"

Mudu si difende dalle accuse: "Il nostro sito presenta chiaramente che si tratta di un allevamento di pollame. Nell'etichetta di ogni prodotto sono riportati chiaramente come da legge gli ingredienti, nei nostri canali social abbiamo dedicato più volte dei contenuti mirati ad informare l'utente sulla natura del nome e al fatto che fosse riferito ad un pollo allevato con alimenti 100% vegetali. Questo perché la corretta informazione verso il consumatore e il corretto posizionamento del nostro prodotto vadano di pari passo". 

Cambiare nome all'azienda (che esiste dal 2004)? Mudu non ci pensa proprio. "Credo che la nostra dicitura non sia fuorviante", attacca, "A me sembra impossibile che un Vegano possa essere tratto in inganno dalla mia etichetta, tanto più che questa etichetta viaggia sempre accompagnata dalla etichetta descrittiva del prodotto che riporta sempre la dicitura 'pollo'". 

Mudu spiega poi che il suo "è un piccolo allevamento con una produzione limitata (circa 21 mila polli come capienza potenziale e massimo 10 mila presenti in concreto, vende orientativamente 1300 polli a settimana) proprio per garantire determinati standard come la certificazione antibiotic free, con conseguente profilassi naturale, e l'alimentazione sana e 100% vegetale". E ci tiene a precisare: "Non abbiamo nulla contro chi sceglie di non mangiare carne. Rispettiamo ogni scelta alimentare, davvero. E chiediamo solo una cosa: lo stesso rispetto per il lavoro che facciamo, ogni giorno, per fare meglio. Il confronto ci troverà sempre disponibili. L'odio, mai".