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CAGLIARI. "Le persone a dormire davanti alla porta dell'Exmè non si erano mai viste. Alcune, dividendo i posti di macchine che hanno vissuto tempi migliori. Altre arrivando alle 3 o alle 4 con seggioline da spiaggia, su cui attendere l'alba e soprattutto la distribuzione dei primi numeri di TiAbbraccio.it. Perché ieri abbiamo donato la bombola del gas a 500 famiglie, poco meno. E comunque non bastavano, la fila c'era perché la gente sapeva già che non sarebbero bastate, bisognava arrivare presto". Ugo Bressanello, fondatore della onlus Domus de Luna, racconta così quanto accade fuori dall'Exmè nel giorno della distribuzione degli aiuti provenienti dal progetto a supporto delle famiglie in difficoltà economica.
"La distribuzione è finita la sera", spiega Bressanello, "nonostante si siano raddoppiati i banchetti ed operatori e volontari abbiano corso avanti e indietro per ore, sotto il sole - un grazie di cuore a tutti loro e a chi gestisce il servizio cercando di fare sempre il meglio con le risorse che abbiamo a disposizione".
"Con Domus de Luna da sempre cerchiamo di sostenere le famiglie in difficoltà, soprattutto quelle con i bambini al seguito - che hanno bisogno, oltre al resto, di pannolini e latte e tutto. Dal Covid in poi è diventato un servizio fisso e per tutti, prima era pensato in aiuto a chi sapevamo aveva necessità".
Bressanello non nasconde la preoccupazione per una situazione che sembra essere peggiorata quest'anno per le famiglie bisognose: "In questo periodo, tutti gli anni, grazie al lavoro stagionale, ai turisti (a cui dovremmo volere forse più bene), un po' di sollievo c'è sempre. La fila diminuisce, ci possiamo permettere anche di chiudere qualche giorno a ferragosto, dando una "doppia spesa" la settimana prima. Quest'anno invece sembra proprio che così non sarà. Ieri la fila notturna, le persone davanti all'Exmè in attesa che il cancello si aprisse, erano a testimoniare che la realtà è molto lontana da quello che spesso si racconta".
"Erano a dirci che è giunto il momento di prenderci maggiore responsabilità e trovare soluzioni vere e non tamponi ad una (ancora) così detta emergenza (che dura da anni)", avverte Bressanello, "Belli gli empori solidali (quando mai apriranno) ma ne servono tanti e non basteranno comunque, perché è un modello che non permette dimensioni importanti, quelle a cui dobbiamo fare fronte".












