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CAGLIARI. Il maestrale, come da previsioni meteo, ha soffiato forte nel fine settimana appena passato, ma non tanto da rimuovere gli accumuli di posidonia sulla riva della prima fermata del Poetto di Cagliari (e quindi placare le polemiche). Nei giorni scorsi il dibattito sulle alghe si è acceso dopo il botta e risposta tra il presidente di Federalberghi sud Sardegna Fausto Mura e il sindaco di Cagliari Massimo Zedda - che ai nostri microfoni aveva detto "È la polemica di chi abita in Val D'Aosta" - visto l'avvicinarsi della data della regata preliminare dell'America's Cup, che dovrebbe portare in città tanti turisti e appassionati di vela. Ma soprattutto gli occhi del mondo puntati grazie alle dirette televisive che trasmetteranno le immagini di Cagliari e del mare sardo.
Che quegli accumuli marroni sulle spiagge determinino in realtà benessere e equilibrio per il litorale, ormai, è noto (o dovrebbe esserlo) a tutti. Qualche mese fa, sul tema della rimozione della posidonia, il docente di Biologia marina dell'Università di Cagliari Antonio Pusceddu ci aveva spiegato che "quella parte di foglie e di materiale fa parte dell’ecosistema marino e quando periodicamente viene depositato sulla spiaggia viene a raccogliere grandi quantità di sabbia che serve in pratica da consolidatore delle spiagge". Rimuoverla quindi "può essere estremamente dannoso", aveva detto.
Dello stesso parere la fondazione cagliaritana MedSea che già nei giorni scorsi aveva commentato la vicenda, spiegando che "rimuovere questi depositi naturali potrebbe portare dei danni irreversibili alla costa, accelerando la perdita di sabbia e l’erosione della spiaggia, in particolare quella della Prima Fermata che oggi è tra le più colpite dall’erosione".
Insomma: è più importante eliminare il problema "estetico" prima di un evento sportivo internazionale per apparire al meglio in mondovisione o magari sensibilizzare tutti (turisti compresi) sull'importanza di salvaguardare le spiagge e il loro futuro?












