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CAGLIARI. Carenza di personale, carichi di lavoro sempre più pesanti e difficoltà operative nelle filiali sparse nel territorio sardo: sono questi i motivi alla base dello sciopero dei lavoratori della banca di Monte dei Paschi di Siena organizzato da First Cisl e Fisac Cgil davanti alla sede di Cagliari in via Tuveri.
Secondo i sindacati, negli ultimi anni la situazione nell’Isola sarebbe peggiorata a causa della riduzione del personale e della mancata sostituzione dei dipendenti usciti. “Dal 2022 ad oggi abbiamo perso il 30% del personale. Con gli 80 dipendenti che sono rimasti in tutta la Sardegna dobbiamo coprire tutto il territorio, 10 filiali, con distanze enormi e con un’età media che comincia a essere alta, vicino ai 55 anni”, spiega Alessandro Zuddas, segretario territoriale First Cisl.
Nonostante le diverse richieste, fatte negli ultimi anni, per incrementare l’organico, le nuove assunzioni non sono ancora arrivate. Questo, secondo i manifestanti, ha generato un'enorme mole di lavoro per i dipendenti dell’azienda con conseguenti pressioni sul personale rimasto in servizio. “La situazione attuale comporta un carico di lavoro per le lavoratrici e i lavoratori che è cresciuto nel tempo perché gli obiettivi che l’azienda chiede sono sempre gli stessi, anzi tendono sempre ad aumentare col tempo”, fa sapere Zuddas.
Per i sindacalisti questa situazione di disagio starebbe avendo ripercussioni anche sul servizio offerto alla clientela. Con meno dipendenti nelle filiali diventa, infatti, più difficile garantire assistenza continua ai clienti. “Siamo sempre di meno e riusciamo ad ascoltare sempre meno persone, rispetto ai loro bisogni. Ci sono sempre meno filiali, di conseguenza un cliente viene da noi e se un tempo trovava una sede con almeno dieci lavoratori dentro, adesso trova una filiale con tre dipendenti e di conseguenza ha meno personale che lo può supportare”, fa sapere Alessandro Lobina, segretario territoriale Fisac Cgil.










