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CAGLIARI. "Quando il corpo si paralizza, durante una violenza, come facciamo a esprimere il dissenso?". Parte da questa riflessione l'incontro "Senza consenso è stupro. Riflessioni per una legge giusta”, che si è tenuto oggi alla Mem di Cagliari.
L'evento pubblico è stato organizzato dalla Commissione regionale per la realizzazione della parità tra uomini e donne con l’obiettivo di promuovere un momento di approfondimento e confronto sul disegno di legge di riforma dell’articolo 609-bis del Codice penale in materia di violenza sessuale, approvato il 27 gennaio 2026, che introduce un impianto normativo fondato sul modello del “dissenso”.
La modifica, che elimina il riferimento esplicito al consenso – principio invece centrale in numerosi strumenti giuridici internazionali, tra cui la Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne (Cedaw), la Convenzione di Istanbul e la giurisprudenza della Corte europea dei diritti umani – ha suscitato un ampio dibattito pubblico e forti preoccupazioni. Tra i principali rilievi, il rischio di una maggiore esposizione delle vittime a fenomeni di vittimizzazione secondaria e le possibili ricadute sull’onere della prova.
La Commissione regionale per la parità condivide tali criticità e intende offrire, attraverso questo incontro, uno spazio qualificato di riflessione interdisciplinare, coinvolgendo esponenti del mondo accademico, giuridico, istituzionale e dell’informazione.
I lavori sono stati introdotti e presieduti dalla presidente della Commissione, Vittorina Baire, e moderati dalle componenti della Commissione, Francesca Spanu e Francesca Marras.
All’evento sono intervenuti il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini; Lella Palladino, sociologa e vicepresidente della fondazione “Una Nessuna Centomila”; Luisella Paola Fenu, procuratrice presso il Tribunale per i minorenni di Sassari; Susi Ronchi, giornalista e coordinatrice di Giulia giornaliste Sardegna; Nadia Gioviale, tenente colonnella e comandante della Compagnia Carabinieri di Sanluri; Gianluigi Dettori, giudice presso il Tribunale di Cagliari.
"Una donna su 8 denuncia una violenza", ha detto il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini.
"Poi ci sono quelle che non denunciano. C'è il sommerso. Le violenze non sono solo stupro ma sono anche quelle psicologiche. Per questo serve una legge che difenda le donne. Molte volte quelle che vanno in tribunale subiscono una seconda violenza. Serve legge una che non porti a un dibattito per cui ti devi ancora umiliare. Mi auguro che quest’incontro oggi faccia capire ai nostri legislatori perché serve una legge chiara. Poi dobbiamo educare i nostri figli, alla bellezza e all’amore. Devono capire che la bellezza è l’amore e devono portare rispetto. Dobbiamo tornare ad essere educatori perchè non può fare tutto la legge", ha concluso Comandini.












