CAGLIARI. "Manovra ricca per le risorse ma povera nei contenuti", "A questa Finanziaria mancano coraggio, visione e strategia". Sono alcune delle critiche mosse dall'opposizione in Consiglio regionale nel corso della seduta di oggi che si è aperta con l’esame della Manovra finanziaria 2026-2028.
Ad aprire la discussione il relatore di maggioranza Alessandro Solinas (M5S): "Le risorse ci sono e consentiranno di attuare interventi su settori strategici per la Sardegna come quello sanitario, il sostegno alle fasce deboli, l’ambiente, il contrasto allo spopolamento, l’istruzione, la formazione, il lavoro". Solinas ha più volte ricordato che questa manovra è stata definita prima dell’accordo sulle entrate. Solinas ha detto di credere in un approccio costruttivo: “La volontà della maggioranza è quella di alimentare il dialogo con la minoranza e con le parti sociali”.
Molto critico invece il relatore di minoranza Fausto Piga (FdI) che ha detto che "la bella notizia è che questa maggioranza non potrà far peggio dello scorso anno", quando la Regione per sei mesi è rimasta “ingolfata”. "Però la brutta notizia", ha proseguito,"è che la Finanziaria 2026 non è la finanziaria della svolta, si tratta di una manovra ricca per le risorse (11 miliardi di euro) ma povera nei contenuti. È una Finanziaria tecnica, dove è scarsa l’impronta politica. Inoltre si tratta di una finanziaria dove spiccano “interventi imbarazzanti” che sviliscono la manovra. Più che di un bilancio della Regione – ha continuato Piga - sembra un bilancio di un ente periferico. Il modo in cui si programma la spesa a volte è ridicolo, la Regione deve programmare in modo strategico. Ci sono poi troppe nuove consulenza e incarichi". Ma poco entusiasmo – ha aggiunto il relatore di minoranza - arriva anche dai portatori di interesse sentiti in commissione. In agricoltura gli auditi hanno detto che “manca un’idea di sviluppo”.
Per i sindacati “mancano investimenti di prospettiva nel settore pubblico, In sanità questa maggioranza punta sulla sanità privata. E poi critiche dalla Confesercenti “Il commercio è antipatico alla sinistra” e dalla Confindustria che dice che manca una strategia sul comparto manifatturiero. Critici anche i Comuni sull’eseguità del fondo unico. Insomma più ombre che luci. Credo che il Consiglio regionale – ha concluso Piga - debba tener conto di questi pareri per migliore questa manovra., non esistono bacchette magiche ma vi chiediamo di non creare nuovi problemi. Ci vuole un cambiamento di passo. (R.R.)
Il primo intervento nella discussione generale è stato del consigliere Alessandro Sorgia (Misto) che ha auspicato “l’apertura di una fase di assunzione di responsabilità politica da parte della maggioranza”, affermando che “le risorse non possono essere disperse” e che quindi “occorre procedere con una seria programmazione”.
"A questa Finanziaria – ha spiegato l’esponente della minoranza – mancano coraggio, visione e strategia». Sorgia ha quindi proseguito evidenziando le tensioni politiche che – a suo giudizio – attraversano il Campo largo ("in particolare quelle sulla Sanità e quelle con il segretario regionale del Pd") e con una elencazione degli impegni che “l’esecutivo e la presidente hanno disatteso, ad incominciate da quelli con le associazioni di categoria”.
Tra i settori critici meritevoli di “più adeguate politiche e di interventi efficaci”, il consigliere Sorgia ha fatto riferimento alla Sanità ("il sistema va aggredito ed invece non c’è una sola riforma ma soltanto l’ennesimo teatrino delle nomine"); l’agricoltura ("indicate solo interventi spezzatino e si continuano ad affrontare le emergenze con provvedimenti spot"); l’industria ("manca un piano industriale e non c’è traccia dell’agenzia sarda per l’energia"); i trasporti ("i 30 milioni che proponete per l’ipotizzata holding degli aeroporti vanno destinati alle vere emergenze"); il lavoro ("serve un piano stabile per le assunzioni e far scorrere le graduatorie, insieme con il rilancio della formazione»), il commercio e l’artigianato («registriamo una scarsa attenzione nonostante chiudano almeno 5 aziende al giorno").
Critiche alla manovra anche da parte della consigliera Alice Aroni (Misto) che ha accusato la maggioranza di rivolgere le sue energie “per comunicare anziché per fare”. L’esponente della minoranza ha definito il provvedimento in discussione come “un disegno di legge senza prospettiva” ed ha sottolineato, riferendosi alla Giunta, un generale clima di “incertezza e instabilità” che ne condiziona l’operato. «Il 2025 – ha affermato Aroni – si è concluso con le delibere illegittime di nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie e il 2026 si apre con la legge che possiamo definire di instabilità politica”.
"La massa manovrabile – ha insistito – è irrisoria e gli articoli del disegno di legge hanno carattere adempimentale piuttosto che affrontare i temi chiave dello sviluppo e della crescita".
"Dopo due anni al governo – ha concluso Alice Aroni – l’apprendistato può dirsi concluso ma anche oggi seguite la strada più volte censurata dalla Corte dei Conti, proponendo un’altra legge-provvedimento". All’assenza di visione strategica ha fatto più volte riferimento anche la consigliera di FdI, Cristina Usai, che nel corso del suo intervento ha spiegato come – a suo giudizio – il provvedimento in discussione non affronti i nodi strutturali della Sardegna “ma ripropone una sommatoria di interventi settoriali”. L’esponente della minoranza ha bollato come “politicamente debole” l’articolo 1 della legge di Stabilità e riguardo ai contenuti dell’articolo 2 ha affermato che “lascia irrisolti tutti i problemi della sanità sarda, non prevedendo nessuna riorganizzazione del sistema sanitario”.
Ulteriori critiche hanno riguardato le politiche sociali ("si conferma un modello assistenziale") ed anche i trasporti ("sono i grandi assenti e continuano a mancare impegni concreti per garantire la continuità territoriale interna").
La discussione proseguirà alle 16.
AGGIORNAMENTO: La discussione è ripresa e fino ad ora si sommano gli interventi dei consiglieri d'opposizione. Tra gli altri è intervenuto il consigliere Gianni Chessa che ha rimproverato la maggioranza: "Se i sindaci si lamentano con la Regione c'è qualcosa che non va. Se vengono qui vuol dire che noi non li capiamo . E non possiamo avere una presidente che si comporta in modo arrogante".
Ha chiuso Alberto Urpi alle 18:27. "La finanziaria arriva in un momento difficile per la Regione e per la maggioranza. Una finanziaria nella quale non trovo nemmeno i soldi per i cantieri Lavoras sul territorio".














