ROMA. È in corso alla Camera la conferenza stampa di fine anno della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Conferenza cominciata con il tema dei reporter in zone di guerra: "Sono contenta che si apprezzi il governo e l'impegno che abbiamo preso tra l'altro proprio in questa sede per garantire agli operatori dell'informazione inviati in zone sensibili di svolgere il loro lavoro nelle miglior condizioni", ha detto Meloni, "il presidente Bartoli cita numeri che colpiscono ognuno di noi, colgo l'occasione per rinnovare la solidarietà e il ringraziamento a quei colleghi che ci consentono di arrivare dove i nostri occhi non possono arrivare".
E sulle ultime liberazioni dei detenuti italiani in Venezuela ha ricordato la situazione di Alberto Trentini: "Il governo si occupa di questa vicenda da 400 giorni, Trentini non è l'unico italiano detenuto. Non smetteremo di occuparci di questa vicenda fino a quando la madre" di Alberto Trentini "non potrà abbracciare suo figlio".
Sugli Usa invece Meloni ha detto: "Io non credo nell'ipotesi che gli Usa avviino un'azione militare sulla Groenlandia, che non condividerei" e "che non converrebbe a nessuno". "L'ipotesi di un intervento per assumere il controllo della Groenlandia è stato escluso da Rubio e dallo stesso Donald Trump. Io credo che l’amministrazione Trump con i suoi metodi molto assertivi stia ponendo l'attenzione sulla importanza strategica della Groenlandia per suoi interessi e per la sua sicurezza. È un'area in cui agiscono molti attori stranieri e credo che il messaggio degli Usa è che non accetteranno ingerenze eccessive di attori straniere".
E sulla guerra in Ucraina: "Io credo che si è arrivato il momento che l'Europa parli con la Russia, altrimenti il contributo è limitato. Ma chi lo deve fare? Non bisogna andare in ordine sparso, altrimenti si farebbe un favore a Putin".
Poi ha risposto alla domanda sulla giustizia e sul referendum sulla separazione delle carriere: "A norma di legge dobbiamo dare la data entro il 17 di gennaio, lo farà il prossimo Consiglio dei ministri: il 22 e 23 marzo è la data più probabile e mi sentirei di confermarla. Se vogliamo garantire sicurezza occorre lavorare tutti nella stessa direzione: governo, forze di polizia e magistratura, che è fondamentale in questo disegno. Cito due o tre casi dalla cronaca degli ultimi giorni. Escluso il caso del capotreno, ricordo il caso dell'imam di Torino. La polizia dimostra la sua pericolosità, il ministro ne dispone l'espulsione e l'espulsione viene bloccata. Lo scorso novembre una mamma ha ucciso il figlio di nove anni, era stata più volte denunciata per i pregressi tentativi di omicidio ma l'autorità giudiziaria aveva ritenuto di lasciarla a piede libero. Ad Acerra una persona è stata arrestata mentre sversava tonnellate di rifiuti nocivi, ma è stato rimesso in libertà dall'autorità giudiziaria. Posso citare decine di casi. Quando questo accade è vano il lavoro delle forze dell'ordine e del Parlamento. Un appello a lavorare tutti nella stessa direzione può fare la differenza"
"Non c'è nei miei radar l'obiettivo di salire di livello", ha detto Meloni rispondendo alla domanda sulle elezioni













