Il tribunale di Cagliari aveva dato ragione al padre, "ma comunque gli si impedisce di vedere il figlio". L'appello dell'avvocato

CAGLIARI. Un padre che, pur avendo ottenuto il rientro del figlio in Germania dopo una lunga battaglia per sottrazione internazionale, continua a non poterlo abbracciare. A sollevare il caso, inviando una nota formale, è l'avvocato Roberto Pusceddu, difensore dell'uomo, assistito nella vicenda legale.

Il quadro delineato dal legale sembra una situazione paradossale: dopo un lungo iter giudiziario, il Tribunale per i minorenni di Cagliari aveva disposto il rientro del minore in Germania. Una decisione formalmente eseguita, ma che nella pratica non ha segnato la fine del calvario per il padre. "Il minore è effettivamente rientrato in Germania", spiega l'avvocato Pusceddu, evidenziando tuttavia che "ciò che avrebbe dovuto rappresentare l'inizio di una nuova fase, caratterizzata dalla ripresa della relazione padre-figlio, si è trasformato, secondo quanto documentato dal nostro assistito, nell'ennesima dolorosa esclusione".

Nonostante il genitore si sia trasferito in territorio tedesco, abbia preso giorni di ferie dal lavoro e si sia reso "completamente disponibile a collaborare con la madre, difesa dagli avvocati Giulia Farci e Donatella Pistis, accettando qualsiasi modalità ragionevole e anche l'eventuale intervento dei Servizi Sociali tedeschi", gli incontri sarebbero sistematicamente saltati. "Il padre, nonostante il rientro del bambino in Germania, non è ancora riuscito a incontrarlo neppure una volta", rimarca il legale, sottolineando come la madre avrebbe "continuato a rinviare o a non rispondere alle richieste, facendo riferimento alla necessità di attendere l'intervento dei servizi sociali tedeschi".

Una giustificazione che, secondo la difesa, "rischia di trasformarsi in un ulteriore ostacolo alla relazione paterna, senza che il padre abbia mai manifestato indisponibilità a collaborare con le autorità competenti". La vicenda, interamente documentata da scambi di e-mail e messaggi WhatsApp tra i legali, pone interrogativi profondi sulla effettività dei provvedimenti giudiziari e sulla tutela della genitorialtà.

"Non si tratta soltanto di una controversia tra adulti", scrive l'avvocato Pusceddu nella nota. "Si tratta del diritto di un bambino a mantenere una relazione effettiva con entrambi i genitori, del diritto di un padre a non essere cancellato dalla vita del proprio figlio e della necessità che le decisioni giudiziarie trovino concreta attuazione".

Da qui l'appello rivolto alla stampa affinché la questione non resti confinata "nelle comunicazioni tra avvocati e nelle aule giudiziarie". Il quesito di fondo sollevato dalla difesa resta aperto: "Quando un padre, dopo aver ottenuto un provvedimento giudiziario e il proprio figlio aver raggiunto il proprio padre in Germania, non riesce ancora a incontrarlo, la domanda che la società dovrebbe porsi è semplice: chi tutela concretamente il diritto di quel bambino ad avere suo padre? In questa vicenda non dovrebbe esserci spazio per ulteriori rinvii. Dovrebbe esserci soltanto il diritto di un bambino di poter abbracciare suo padre".