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CAGLIARI. Nicole, Matteo, Gabriele, Elisa. Per loro e per tanti altri bambini che stanno affrontando un percorso di cure per guarire dalla leucemia e da altre malattie oncoematologiche, è "la casa lontano da casa". Un porto sicuro, un luogo in cui ci si ritrova a mangiare una pizza tutti insieme, la sera, dopo una giornata trascorsa in ospedale per esami, check up, terapie. Da 34 anni Casa Astafos a Cagliari accoglie gratuitamente famiglie che arrivano da tutta la Sardegna.
Sono passati da qui neonati, bambini e ragazzi appena ventenni. La fase acuta è passata. Non sono più ricoverati, ma devono fare chemio, trasfusioni, trapianti. Fare andata e ritorno in giornata da Pattada a Cagliari, come nel caso di Roberto Demela, papà di Elisa, a Cagliari, non è possibile. Un tormento, ogni settimana, ogni mese. Poi la scoperta di Astafos, diventata una seconda casa. E una seconda famiglia.
Gli ospiti sono tutti accomunati da una diagnosi che ha stravolto la loro vita, ma che non ha tolto loro il sorriso. Quel sorriso che contraddistingue anche i volontari dell'associazione. Nel video il reportage.