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CAGLIARI. “Stiamo andando avanti con la volontà delle persone, dei dipendenti, però con tante difficoltà. Avere meno personale significa allungare le liste d'attesa, non riuscire a dare una risposta a ciò che la comunità chiede”. Sono le parole di Waler Sedda, membro della Rsu della Asl di Cagliari che questa mattina, all'ospedale Marino, ha partecipato alla conferenza stampa per denunciare le criticità che interessano l'azienda sanitaria e ribadire le ragioni dello stato di agitazione che va avanti da mesi.

Secondo i rappresentanti dei lavoratori, i problemi riguardano la gestione dell'azienda, la carenza di personale e le difficoltà organizzative che, sostengono, finiscono per ripercuotersi sia sui dipendenti sia sui cittadini. “Abbiamo avuto delle grosse difficoltà per quanto riguarda la contrattazione, tutto ciò che riguarda la gestione. Non abbiamo contezza ancora dei fondi del 2025, non abbiamo contezza dei fondi, quindi, neanche provvisori del 2026”, spiega Sedda.

Tra le criticità segnalate anche la mancanza di figure dirigenziali in diversi servizi. “Abbiamo il dipartimento di prevenzione che si occupa del territorio che non ha un direttore di servizio. Senza una vera organizzazione è sempre una cosa provvisoria. Senza i direttori, senza i fondi, mancano le fondamenta per poter gestire un'azienda”, fa sapere Sedda.

Sulla stessa linea anche Guido Sarritzu, della Rsu della Asl 8, che ha ricordato le dimensioni dell'azienda sanitaria cagliaritana. “Un'azienda così grande io credo che meriti l'attenzione da parte della classe politica, meriti un'attenzione particolare perché deve dare risposte agli utenti. Oggi questa azienda sta andando avanti grazie allo spirito di abnegazione, alla sensibilità e alla professionalità di tutti gli operatori sanitari”, dice Sarritzu.

La Rsu denuncia, inoltre, una cronica carenza di personale, aggravata dai pensionamenti e dall'imminente apertura delle nuove strutture previste dal Pnrr. “Noi non riusciamo più a garantire praticamente i servizi perché tante persone sono andate in pensione. Stiamo per aprire degli ospedali e alcune case di comunità, dove però non abbiamo del personale nuovo che possa essere destinato a questi nuovi servizi”, spiega Sedda.

Le difficoltà si farebbero sentire soprattutto nei principali presidi dell'azienda sanitaria. “Ricordiamo il Santissima Trinità, il San Marcellino di Muravera, Isili. In questo periodo soffrono tantissimo perché con il grande afflusso turistico ovviamente vanno in grossissima difficoltà”, dice Sarritzu.