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CAGLIARI. Negli ultimi cinque anni il Corpo forestale della Sardegna ha ricondotto centinaia di incendi a comportamenti colposi e dolosi. Tra le principali cause colpose figurano l'utilizzo imprudente di apparecchi meccanici, elettrici o a fiamma, gli abbruciamenti abusivi di stoppie, la mancata bonifica dei fuochi accesi nelle campagne, la carente manutenzione degli elettrodotti e altre gravi forme di negligenza.

Più preoccupante resta però il quadro relativo agli incendi dolosi, che continua a delineare un fenomeno criminale tutt'altro che episodico. Le indagini del Corpo forestale hanno infatti individuato tra i principali moventi i conflitti tra privati, le controversie legate al pascolo, episodi di piromania, intimidazioni, ritorsioni e altri interessi illeciti. A questi si aggiunge un numero ancora significativo di incendi certamente dolosi per i quali non è stato possibile accertare il movente specifico, a conferma della complessità delle attività investigative.

L'analisi storica evidenzia come, nonostante una progressiva diminuzione degli incendi di origine dolosa nel corso degli anni, questi rappresentino ancora la componente prevalente tra le cause accertate. Un fenomeno che cambia nel tempo, ma che continua ad avere un elemento comune: la responsabilità dell'uomo.

Il comandante del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, Gianluca Cocco, sottolinea il ruolo centrale dell'attività investigativa nella strategia regionale di prevenzione e contrasto agli incendi boschivi. "Ogni incendio viene affrontato come una scena del crimine. L'attività investigativa del Corpo forestale non è finalizzata soltanto all'individuazione dei responsabili, ma costituisce uno strumento fondamentale per comprendere il fenomeno, analizzarne le cause e orientare con sempre maggiore efficacia le strategie di prevenzione, vigilanza e controllo del territorio. È grazie a questo patrimonio di conoscenze, costruito in decenni di indagini, che oggi possiamo affermare con certezza che gli incendi boschivi in Sardegna non sono un evento naturale, ma, nella quasi totalità dei casi, la conseguenza di un comportamento umano".