Cagliari, doppio esposto in Procura contro i manifesti No Vax (con dati falsi)

Pipius

CAGLIARI. Dalle parole, di polemica, ai fatti. “Abbiamo deciso di ricorrere alla Magistratura preoccupati che chi sta divulgando messaggi pericolosi su vaccini e green pass persegua l’obiettivo di ostacolare il piano vaccinale anti-Covid contrariamente a quanto disposto dalle autorità sanitarie e dalle istituzioni che sovraintendono alla salute pubblica. Purtroppo vediamo che dalle parole minacciose agli attacchi fisici il passo può esser breve”.

 

 

Lo dichiarano i deputati del Pd Romina Mura e Andrea Frailis, che hanno depositato oggi un esposto presso la Procura della Repubblica di Cagliari, a seguito dell’affissione di grandi manifesti che, con “messaggi fuorvianti e falsi” istigano ad evitare il vaccino anti-Covid e ad opporsi al green pass, invitando a “non rispettare la legge”.

“I messaggi contenuti nei manifesti contengono diversi elementi fuorvianti e falsi - scrivono i parlamentari dem - tesi a insinuare in chi legge paura e diffidenza verso il vaccino anti-covid. Di per sé già questo, nel pieno di una pandemia tutt’altro che sconfitta e rispetto alla quale il vaccino è l’unica arma disponibile, diventa fattispecie che mette a rischio l’incolumità pubblica e i singoli cittadini”. “Oltre a individuare il vaccino come nemico, come causa di infezione e di pericolo” - precisano Mura e Frailis, quanto riportato sui manifesti indica come “contagioso il vaccinato”, circostanza “scientificamente falsa” che realizza “una fattispecie di pericolo per i vaccinati, attribuendo loro lo stigma di ‘contagiosi’. “Il No al green pass rappresenta l’invito a non rispettare la legge che invece impone che per accedere a determinate attività sia obbligatorio disporne”, aggiungono i parlamentari dem.

 

 

Un esposto è stato depositato anche da Stefano Deliperi, presidente del Gruppo di intervento giuridico: "L'ho fatto titolo personale", spiega, "I dati riportati non sono corretti. Si può avere legittimamente qualsiasi opinione su vaccini e dintorni, ma ciò non autorizza a diffondere favole spacciandole per dati reali".