In Sardegna ricoveri raddoppiati in due settimane ad agosto: tutti i numeri

CAGLIARI. La settimana del picco, forse. O questa, almeno, è la speranza che si nutre all'interno degli ospedali della Sardegna, dove quasi ogni giorno vengono aperti nuovi reparti per fare spazio ai malati di Covid. Come si è sviluppato l'impatto del virus sugli ospedali dell'Isola? Per capirlo, se uno sguardo su ogni bollettino quotidiano potrebbe essere limitato, bisogna osservare l'andamento. Quello certificato dai numeri forniti dagli enti ufficiali e istituzionali. E i grafici sono impietosi. 

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L'Osservatorio della salute nelle regioni offre il quadro generale. Attraverso coefficienti specifici si trova la Sardegna al secondo posto - dopo la Sicilia - per sofferenza dell'intero sistema ospedaliero. Mentre è purtroppo prima se si guarda al tasso di occupazione delle terapie intensive: qui è occupato il 12,81% del totale di 161 posti letto. 

 

 

Dati cristallizzati, risultati di un'infausta progressione dei ricoveri nel mese di agosto. Quello che, si sperava, avrebbe certificato un allentamento della presa del Covid. Non è stato così. Basta guardare la curva dei ricoveri in area medica, quelli dei pazienti che pur avendo sintomi sono considerati non gravi. 

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Appena prima di Ferragosto, l'11, due settimane fa, l'Isola era più o meno in linea con il dato italiano: 7% di occupazione in Sardegna (su 1600 posti circa) e 5% il dato nazionale. Da allora è stata un'escalation: ieri, 25 agosto, la percentuale sarda è salita al 14. Un raddoppio in due settimane. Ci sono poi da considerare tutti i pazienti che non vengono conteggiati perché, pur in ospedale, sono classificati come "in attesa": non si sa ancora se devono essere o no ricoverati. Solo ieri al Binaghi di Cagliari erano più di 20. In ospedale ma fuori dalle statistiche. 

 

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Più stabile la curva delle terapie intensive. L'apice ora, con il 12% dei posti occupati. Ma su questo indicatore ne influisce un altro: qui i posti letto, spesso, si liberano perché i pazienti muoiono. Va bene per le tabelle. Pr il resto è un dramma.