GENOVA. Proseguono le proteste dei lavoratori ex Ilva di Genova: questa mattina gli operai hanno occupato l'aeroporto Cristoforo Colombo, lo riporta AdnKronos. I lavoratori sono partiti in corteo dallo stabilimento di Cornigliano e all'arrivo in aeroporto non hanno trovato resistenza da parte dei poliziotti che li hanno fatti passare. Intanto ci sarebbe stata una convocazione di una delegazione, ma l'aeroporto è occupato e tale rimane, come si sente nel video.
Al loro arrivo i manifestanti, lo si può udire in altri filmati, hanno intimato al corteo di non toccare nulla e non rompere nulla, come a volersi assicurare che la loro lotta non possa essere liquidata a causa di alcune mele marce. Ovviamente molti passeggeri non hanno gradito il blocco e i ritardi e molti, anche sui social, hanno espresso il disappunto.
"A causa della manifestazione in corso, l’accesso ai controlli di sicurezza è temporaneamente sospeso", si legge ancora sul sito ufficiale dell'aeroporto ligure.
Arriva anche il sostegno delle rappresentanze sindacali dell'Aeroporto di Genova esprimono "piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori ex Ilva di Cornigliano, impegnati in una mobilitazione determinata e dignitosa contro l'ennesimo attacco ai loro diritti, al loro futuro e alla tenuta industriale della città. La decisione dei commissari di aumentare la cassa integrazione, dopo gli impegni assunti nei giorni scorsi, rappresenta un insulto a Genova, ai lavoratori e alle istituzioni che hanno sostenuto la vertenza con responsabilità e unità".
E ancora si legge: "La vostra protesta, oggi arrivata fino all'Aeroporto, è la voce di un'intera comunità che non accetta scelte schizofreniche e irresponsabili.Genova non può essere trattata come un capitolo secondario: il lavoro, la produzione e la dignità non si sospendono con una lettera notturna. Come RSA del trasporto aereo, sappiamo cosa significa difendere l'occupazione, la sicurezza e la continuità produttiva. Per questo siamo al vostro fianco: nella difesa dello stabilimento, del lavoro, della città e del futuro industriale di Genova. Non siete soli. La vostra battaglia è anche la nostra".