CAGLIARI. "Anche se l'andamento dei casi di West Nile mostra una tendenza alla lenta diminuzione, la stagione è ancora lunga e relativamente intensa". L'epidemiologo Gianni Rezza, docente straordinario di Igiene all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, traccia un bilancio sull'andamento delle arbovirosi in Italia dopo gli ultimi dati diffusi dall'Istituto superiore di sanità: "I cambiamenti climatici, allungando la stagione calda, contribuiscono a un aumento nel numero totale dei casi".
Il quadro clinico ed epidemiologico descritto dall'esperto mappa una circolazione virale su scala nazionale: "I casi di West Nile hanno raggiunto quota 594, di cui 306 neuroinvasivi, con 41 decessi (letalità pari al 13% nei casi neuroinvasivi). Il virus circola in 79 province di 19 regioni, anche se in Sicilia e Val d'Aosta non sono stati sinora registrati casi umani".
L'analisi di Rezza chiama in causa direttamente anche le zone interne dell'Isola: "In termini di numeri assoluti le province più colpite sono quelle di Padova, Milano, Roma e Torino, ma il calcolo del tasso di incidenza mostrerebbe una classifica diversa (ad esempio, province più piccole, quali Latina, Cremona, Oristano e Caserta, superano comunque i 20 casi)".
L'epidemiologo richiama infine la necessità di una gestione strutturale della sorveglianza per gli anni a venire, superando la logica dell'emergenza temporanea: "Il virus è endemico su quasi tutto il territorio nazionale e difficilmente non avremo a che fare con West Nile anche negli anni a venire".