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SAN JOSÉ DE PALMAR. Si aggrava di ora in ora il bilancio delle vittime del violento terremoto 7.4 che ha colpito ieri la Colombia. È Salito a 132 il numero di morti e oltre 570 feriti l'ultimo bilancio del sisma. Ma il numero delle vittime è destinato a salire.
Si teme che molte persone siano intrappolate sotto le macerie degli edifici crollari. Drammatico il numero dei dispersi. Almeno 2.700 persone sono state date per disperse dai familiari. Il governo ha dichiarato lo stato di disastro nazionale e ha disposto il dispiegamento dei militari.
Il presidente della Colombia Abelardo de la Espriella ha fornito un rapporto aggiornato da Cali, la terza città per popolazione del Paese, e tra le più colpite dal terremoto di ieri, dichiarando che "la priorità è localizzare le 188 persone disperse". Lo riporta il quotidiano El Tiempo. Ha inoltre riferito che quasi 5.000 abitazioni in città sono state colpite.
Il presidente De La Espriella ha incontrato il sindaco di Cali, Alejandro Eder, e la governatrice della Valle del Cauca, Dilian Francisca Toro, per valutare la situazione e stabilire le azioni successive.
"Ci troviamo attualmente presso il Posto di Comando Unificato nella città di Cali - ha detto De LA Espriella - e vorrei fornire un aggiornamento sui danni e sull'impatto dell'evento. Si contano circa 5.000 abitazioni danneggiate o crollate, 35 vittime (distribuite su 40 comuni, escluse Cali e Buenaventura) e circa 700 feriti; tre ospedali sono crollati, 18 hanno riportato danni e 39 istituti scolastici sono stati colpiti, mentre l'aeroporto ha subito danni ed è operativo con limitazioni. Tuttavia, la nostra preoccupazione maggiore riguarda senza dubbio le 188 persone disperse; è proprio su questo aspetto che concentreremo gli sforzi dello Stato, in pieno coordinamento con le amministrazioni dipartimentali e comunali e, naturalmente, con il Governo nazionale", ha aggiunto De La Espriella.