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CAGLIARI. Da oggi, per i pazienti trapiantati di fegato e pancreas-rene seguiti dall’ospedale “Brotzu” di Cagliari potranno essere seguiti a distanza, grazie al nuovo ambulatorio di telemedicina. Per chi ha affrontato infatti un trapianto, il percorso di cura non finisce con l’intervento.
Controlli, esami e visite continuano a far parte della quotidianità, spesso con la necessità di raggiungere il centro di riferimento anche da lontano.
"Si tratta", fa sapere l'Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione di Cagliari, "di un servizio pensato soprattutto per venire incontro alle esigenze di pazienti che, in molti casi, sono fragili e vivono lontano dal centro trapianti e che devono sottoporsi a controlli frequenti. La possibilità di effettuarli a distanza, monitorare i parametri di salute e mantenere un contatto diretto con il team sanitario consentirà di ridurre gli spostamenti, evitando viaggi che possono essere particolarmente faticosi, senza rinunciare alla qualità e alla continuità dell’assistenza".
A rendere possibile questo nuovo modello di presa in carico è il lavoro del team multiprofessionale del Centro Trapianti di Fegato del “Brotzu”. Medici e infermieri accompagnano ogni giorno i pazienti lungo un percorso complesso e delicato, mettendo insieme competenze, esperienza e attenzione alla persona. Ed è proprio questo uno degli aspetti più importanti del progetto: la tecnologia diventa uno strumento per avvicinare le cure, non per sostituire il rapporto con chi cura. Dietro ogni controllo, infatti, c’è una persona, con le sue esigenze, le sue preoccupazioni e le sue fragilità. Anche per questo la telemedicina può rappresentare un grande aiuto: permette di mantenere più vicino il centro di riferimento, anche quando la distanza geografica è grande, e di rendere il percorso di cura un po’ più semplice per i pazienti e per le loro famiglie.
“L’attivazione dell’ambulatorio di telemedicina per i pazienti trapiantati di fegato e pancreas-rene rappresenta un traguardo di cui siamo particolarmente orgogliosi. Non si tratta soltanto di un’innovazione tecnologica, ma di un cambio di prospettiva nel modo di prendersi cura delle persone: mettere il paziente al centro significa anche portare le cure più vicino a lui, riducendo il peso di spostamenti spesso difficili per chi convive con la fragilità di un trapianto – commenta il direttore generale dell’Azienda Maurizio Marcias -. Un ringraziamento particolare va ad Ares Sardegna, che ha reso possibile lo sviluppo e l’implementazione del servizio di telemedicina. Con questo progetto l’Azienda sceglie di investire ancora una volta nell’innovazione, con l’obiettivo di migliorare la qualità delle cure e renderle sempre più vicine alle persone. È un modo – ha concluso Marcias - per mettere competenze, tecnologia e organizzazione al servizio dei pazienti e dei loro bisogni”.