CAGLIARI. Cresce l'occupazione in Sardegna trainata dal settore dei servizi e dalle costruzioni, ma crolla il comparto manifatturiero. È quanto emerge dall'indagine sul lavoro curata dal centro studi di Confindustria Sardegna in collaborazione con il nazionale, condotta tra febbraio e aprile 2026.
I dati fotografano un aumento importante dei lavoratori nel terziario e nell'edilizia a fronte di una contrazione di circa il 17% degli occupati nell'industria in senso stretto, segnale che conferma un progressivo (e preoccupante) fenomeno di terziarizzazione dell'economia isolana. "Segnaliamo l'impatto significativo di questo trend rispetto ad altre regioni a maggiore vocazione industriale", spiega Andrea Porcu, direttore del centro studi di Confindustria Sardegna. Le aziende starebbero anche investendo sempre più in capitale umano, welfare e innovazione.
Dalla rilevazione emerge un forte orientamento verso il passaggio generazionale: oltre otto aziende su dieci promuovono iniziative per i giovani e più di tre quarti sviluppano azioni per i senior, puntando su mentoring e affiancamento. Sostanzialmente stabile il tasso di assenteismo nel 2025, attestato al 6,7% delle ore lavorabili. Avanzano infine la contrattazione di secondo livello, applicata dal 29,3% delle imprese associate (e da quasi sette su dieci tra quelle con più di 100 dipendenti), e il welfare aziendale, offerto dal 67,8% delle strutture con una netta preferenza per buoni pasto e benefit a sostegno dei consumi.