Quattro truffe del finto carabiniere in una mattina a Sassari: tra le vittime anche una centenaria

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SASSARI. Un uomo è stato arrestato in flagranza dagli agenti della Questura di Sassari. È gravemente indiziato di truffa aggravata ai danni di persone anziane. Almeno 4 le truffe e tentate truffe scoperte a Sassari nella stessa mattinata. Per questo secondo i poliziotti in città starebbe operando una vera e propria organizzazione criminale.

L'operazione è nata da diverse segnalazioni arrivate al 112 di tentativi di truffa messi in atto con il metodo del "falso appartenente alle forze dell'ordine", ormai utilizzato in tutto il Paese.

Secondo quanto ricostruito dalla Squadra Mobile, gli autori avrebbero contattato telefonicamente le vittime, presentandosi come appartenenti alle forze dell'ordine e raccontando inesistenti vicende giudiziarie o investigative che avrebbero coinvolto i loro familiari. In questo modo avrebbero indotto le loro vittime a  consegnare contanti e gioielli per presunti accertamenti o per il pagamento di inesistenti spese derivanti da procedimenti penali.

La prima segnalazione avrebbe riguardato un tentativo di truffa ai danni di un'ultracentenaria. L'immediato intervento della polizia ha però impedito la consumazione del reato.

Poco dopo un'altra segnalazione riferiva di una truffa appena consumata ancora ai danni di un'anziana. Poi ancora un'altra segnalazione sempre ai danni di una persona anziana.

Determinante per l'esito dell'operazione è risultata un'ulteriore segnalazione relativa a un alro tentativo di truffa. In questo episodio il figlio della vittima, intuendo che la madre stesse al telefono con i truffatori, è riuscito a contattare la Questura. Gli operatori, capendo che si trattasse di un altro tentativo di truffa e in costante contatto con il figlio della vittima, hanno attivato la Squadra Mobile, che ha organizzato un servizio di osservazione vicino all'abitazione della vittima, lasciando che la donna mantenesse la conversazine con i malfattori, i quali la invitavano nel frattempo a predisporre i gioielli da consegnare.

Dopo pochi minuti un giovane ha raggiunto il palazzo e si è diretto all'appartamento indicato dai complici. Insospettitosi, l'uomo si allontanato dall'edificio, seguito però dagli agenti della Mobile che lo hanno fermato. Al momento del controllo stava consultando una chat attraverso la quale riceveva le istruzioni dei complici. Dai primi accertamenti sono emerse indicazioni estremamente dettagliate sull'obiettivo da colpire, sull'ubicazione dell'appartamento, sull'identità della vittima, sul nome del familiare che i complici stavano cercando di allontanare dall'abitazione e persino sulla falsa identità che il soggetto avrebbe dovuto utilizzare al momento della consegna dei preziosi. Nel corso delle operazioni gli investigatori hanno scoperto inoltre che i messaggi venivano cancellati dai complici nel tentativo di eliminare le prove della truffa. Sul cellulare i poliziotti hanno trovato anche una ricerca effettuata con Google Maps relativa all'indirizzo dell'abitazione della vittima. In Questura le altre vittime sono state sentite e hanno sporto querela.

Una delle vittime della truffa consumata nella stessa mattinata ha riconosciuto senza esitazioni l'uomo fermato che si era presentato a casa sua per ritirare denaro e gioielli.

Sono in corso ulteriori approfondimenti investigativi finalizzati all'individuazione dei complici e alla verifica di eventuali collegamenti con altri analoghi episodi verificatisi nel territorio provinciale.