Cagliari, 20 milioni per biblioteca e restyling del palazzo del Consiglio regionale: "Sarà aperto alla collettività"

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CAGLIARI. Oltre 20 milioni di euro per riqualificare e rendere più moderno il palazzo del Consiglio regionale a Cagliari e realizzare la nuova biblioteca all’ex Manifattura Tabacchi: sono i due principali investimenti previsti nell’assestamento di bilancio 2026-2028 del Consiglio regionale, che per la prima volta destina una quota dell’avanzo di amministrazione a interventi strategici sulle proprie infrastrutture.

La parte più consistente delle risorse, 17,75 milioni di euro, sarà destinata al completamento dei lavori di messa in sicurezza, adeguamento impiantistico, antincendio e riqualificazione funzionale del palazzo di via Roma. Il cantiere partirà a settembre 2026, con la riapertura dell’ingresso principale prevista entro la fine dell’anno e il completamento degli interventi nel corso del 2027. “Il Consiglio regionale non è soltanto il palazzo degli onorevoli, degli assessori e di chi lavora quotidianamente per fare leggi e regolamenti - spiega il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini - vuole essere anche il palazzo aperto alla collettività, alle scuole e a tutti i cittadini che vogliono conoscere quello che accade all’interno di questi uffici e la tanta cultura che qui è presente”.

Tra gli interventi previsti figurano l’installazione di pannelli fotovoltaici, l’abbattimento delle barriere architettoniche e la realizzazione di una nuova sala conferenze aperta ad associazioni, enti e istituzioni.

L’altro investimento riguarda invece la futura biblioteca del Consiglio regionale, che sorgerà negli spazi dell’ex Manifattura Tabacchi grazie a uno stanziamento di 3,15 milioni di euro. I lavori sono già iniziati e porteranno alla nascita di un polo destinato a conservare e valorizzare il patrimonio bibliografico e documentale dell’Assemblea, aperto anche a cittadini, studenti e ricercatori. “Per la prima volta il Consiglio regionale metterà risorse proprie, oltre 20 milioni di euro presi dal proprio bilancio, un bilancio sano, per indirizzarle a infrastrutture che poi rimangono per sempre”, fa sapere Comandini.