ISILI. Oltre 50 artisti, compagnie arrivate dall’Italia, dalla Spagna e dalla Polonia, teatri e spazi partecipati e un indotto sul territorio stimato in circa 40mila euro. Si chiude così l’edizione 2026 di In Situ, che per nove giorni ha trasformato Isili, piccolo centro di meno di 2.500 abitanti nel cuore del Sarcidano, in una vetrina internazionale della danza contemporanea, facendo incontrare artisti, pubblico, artigiani, istituzioni e comunità.
Dietro i numeri resta l'immagine di un filo che parte dai telai di Isili e arriva fino all’Europa. È ciò che ha unito il gesto antico delle tessitrici al movimento dei danzatori, la memoria alla sperimentazione, il patrimonio materiale del paese ai linguaggi contemporanei della scena.
Il Festival, organizzato dal Gruppo E-Motion con la direzione artistica di Francesca La Cava, si è concluso ieri, domenica 6 settembre, dopo due fine settimana di spettacoli, incontri e iniziative che hanno coinvolto il Teatro Sant’Antonio, il Parco Asusa, il MARATÈ – Museo per l’Arte del Rame e del Tessuto, atelier e laboratori artigiani.
Il percorso era iniziato sabato 29 agosto al MARATÈ con l’inaugurazione di Archeologie contemporanee – Trame del presente, personale di Renzo Francabandera, presentata per la prima volta in Sardegna e visitabile fino al 27 settembre.
Tra gli ospiti dell’apertura anche Cristina Ricci, console onoraria dei Paesi Bassi, arrivata a Isili su invito dell’artista. Una presenza che ha aggiunto fin dall’inizio una dimensione internazionale a un Festival costruito sul confronto tra identità differenti.
La sera il Teatro Sant’Antonio aveva accolto il Live Painting di Francabandera, Moirai di EgriBiancoDanza e il primo studio di TEXTURE. Corpo in trama, produzione del Gruppo E-Motion, con concept di Francesca La Cava e Alessandro Olla.
Domenica 30 agosto il viaggio era proseguito con Panta Rhei della Compagnia Petranura Danza e Il corpo danzante – Omaggio a Pasolinidella Mandala Dance Company.
Già il primo weekend aveva restituito l’immagine di un Festival capace di coinvolgere il paese oltre la soglia del teatro, con il pubblico entrato al MARATÈ, negli atelier e nei laboratori artigiani e gli artisti chiamati a confrontarsi direttamente con la cultura materiale di Isili. Il secondo fine settimana ha ampliato ulteriormente il progetto e la sua dimensione europea.
Sabato 5 settembre il Parco Asusa ha accolto Bianca e Rossa di ASMED – CRID Sardegna, spettacolo dedicato anche ai bambini e alle famiglie. La sera il Festival è tornato al Teatro Sant’Antonio con Sa Ballada del Gruppo E-Motion, Puzzle di Resextensa – Porta d’Orientee Trilogia del Tempo Sospeso – Secondo Matteo della Compagnia Francesca Selva.
Il punto di arrivo è stato domenica 6 settembre, quando Isili ha aperto definitivamente il proprio palcoscenico all’Europa. Dalla Spagna è arrivata EnclaveDanza con Terra Ferida, mentre dalla Polonia il Teatr Tańca Zawirowania ha presentato In Pursuit Of…, accanto al Gruppo E-Motion.
Oltre 50 artisti hanno così attraversato Isili nel corso dell’intera manifestazione, portando nel Sarcidano esperienze, provenienze e linguaggi differenti e costruendo una comunità artistica temporanea nel cuore dell’Isola. Un piccolo paese è diventato per nove giorni un luogo nel quale la danza italiana ed europea ha potuto incontrarsi, produrre, sperimentare e dialogare con un patrimonio culturale profondamente legato alla propria terra.
La ricaduta del Festival non si è fermata agli spettacoli. La permanenza a Isili di artisti, compagnie, tecnici, organizzatori e ospiti ha significato anche presenze nelle strutture ricettive, nella ristorazione, nelle attività e nei servizi del territorio.
L’indotto totale è stimato in circa 40mila euro. In Situ ha scelto una formula lontana dall’evento “mordi e fuggi”: gli artisti hanno vissuto il paese, conosciuto le sue attività, visitato i luoghi della cultura e incontrato direttamente chi custodisce e rinnova le tradizioni locali.
Una presenza che ha permesso alla manifestazione di produrre non soltanto spettacolo, ma anche economia, promozione e conoscenza del territorio. A seguire gli appuntamenti del Festival sono stati anche il sindaco di Isili Luca Pilia e l’assessora alla Cultura Ilse Atzori, presenti nel corso della manifestazione. Una partecipazione istituzionale che ha accompagnato un progetto nato proprio dall’incontro tra produzione culturale e comunità locale. È però nei laboratori delle tessitrici Daniela e Dolores Ghiani che uno dei temi centrali di questa edizione ha trovato forse la sua rappresentazione più autentica.
Gli artisti sono entrati nei luoghi nei quali la tessitura continua a essere praticata quotidianamente e hanno osservato mani, materiali e movimenti. Ed è proprio qui che il gesto della tessitrice e quello dei danzatori e danzatrici hanno finito per riconoscersi. Lo stesso dialogo prosegue al MARATÈ, dove Archeologie contemporanee – Trame del presente di Renzo Francabandera resterà visitabile fino al 27 settembre. Materiali recuperati, vecchie fotografie e frammenti della memoria diventano nuove opere e continuano a interrogare il rapporto tra ciò che viene ereditato e ciò che può essere trasformato.
"Questa edizione ci lascia la consapevolezza che la sfida iniziata tre anni fa sta crescendo", sottolinea la direttrice artistica Francesca La Cava. "Oltre 50 artisti hanno attraversato Isili, abbiamo avuto compagnie italiane, spagnole e polacche e soprattutto abbiamo visto il pubblico partecipare, entrare nei laboratori e scoprire quanto il gesto di una tessitrice possa dialogare con quello di un danzatore".
"È questo il senso di In Situ: dimostrare che non servono necessariamente le grandi città per costruire un progetto culturale capace di avere relazioni internazionali. Un piccolo centro può diventare una vetrina per la contemporaneità senza perdere la propria identità, anzi partendo proprio da quella identità per aprirsi all’esterno".
Dopo nove giorni, il bilancio di In Situ racconta dunque un Festival che ha provato a cambiare prospettiva: non portare semplicemente degli spettacoli a Isili, ma fare di Isili una parte dello spettacolo e del processo creativo.
Dal 29 agosto al 6 settembre il paese ha accolto oltre 50 artisti e compagnie provenienti da tre Paesi, ha aperto teatri, museo, parco, atelier e laboratori, ha generato nuove presenze e ha fatto incontrare la memoria del territorio con la ricerca artistica contemporanea.
Il Festival In Situ è realizzato grazie al patrocinio e al contributo del Comune di Isili, del Ministero della Cultura, della Regione Sardegna – Assessorato al Turismo, Artigianato e Commercio e della Fondazione di Sardegna.
